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OpenStack: la cloud aperta con il favore di Nasa e Rackspace

di Stefano Bellasio
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Rackspace ha deciso di fare un primo passo verso la standardizzazione degli ambienti di cloud computing, donando il codice dei propri prodotti, Cloud Server e Cloud Files a OpenStack, una nuova piattaforma opensource che include tra gli altri anche il codice della piattaforma Nebula Cloud Platform, sviluppata dalla Nasa. 

OpenStack mira a divenire la piattaforma opensource di default per la gestione degli ambienti di cloud computing e in questo senso la partecipazione del mercato è già molto presente, con nomi di spessore del settore del webhosting e dei servizi cloud: Softlayer, RightScale, Peer 1 Hosting, Citrix, Limelight Network e alcuni altri. Si tratta di un primo passo importante verso la realizzazione di uno standard che potrebbe consentire l'adozione su vasta scala di una soluzione aperta per creare servizi di cloud computing, molto utile quindi anche alle aziende di webhosting che decidono di entrare in questo settore e usufruire di un ambiente open source. 

Rackspace ha dichiarato che darà un forte contributo alla piattaforma in termini di sviluppo, assegnando al progetto alcuni dei suoi programmatori dedicati allo sviluppo della piattaforma di cloud computing. Una conferma anche da Nasa che si dice molto soddisfatta del progetto e che, al pari di Rackspace, collaborerà per il suo sviluppo. Il sito ufficiale del progetto rende già disponibile una parte del codice della piattaforma, ma ulteriori aggiornamenti verranno rilasciati nel corso delle prossime settimane. 

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Monday 19 July 2010