Fri, 16/10/2009 - 06:30
Dallo sviluppo della banda larga dipende solitamente la cultura e lo sviluppo di un paese, questo è quello che emerge da tanti rapporti rilasciati negli ultimi anni. I paesi del nord Europa sono quelli dove la diffusione della rete è maggiore, Internet viene considerato una commodity, al pari della corrente elettrica. La Finlandia ora fa un grande passo avanti, introducendo il diritto alla banda larga per ogni cittadino, un disegno di legge che obbliga le istituzioni a garantire almeno 1 Mbit/s per l'accesso alla rete, ad ogni cittadino.
Un impegno che dovrà essere rispettato a partire dalla metà del 2010, ma che entro cinque anni dovrà essere moltiplicato per 100, con la garanzia di un accesso alla rete a 100 Mbps per tutta la nazione.
Nessun passo avanti nella capacità che viene garantita ai cittadini, o nella diffusione della banda larga, piuttosto un traguardo raggiunto con la dichiarazione della banda larga come diritto. In sostanza simile al diritto di essere raggiunti dall'energia elettrica, o dal collegamento telefonico. In Italia, il confronto non può mancare, non solo non vi è un diritto simile, ma nemmeno una copertura omogenea del territorio, con logiche di mercato e di sviluppo degli operatori che non mirano alla copertura di aree dove il rapporto costi/abbonamenti non è favorevole alle aziende di telecomunicazioni. Un handicap pagato non solo dai cittadini, ma in primis dalla aziende e in particolare modo da settori come quello dei servizi internet.

