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YouTube, video e reti 3G: perchè i contratti flat sono a rischio nel futuro

di Stefano Bellasio
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Il consumo di banda sulla rete si sta velocemente spostando dai PC e portatili delle reti fisse alle reti mobili dove l'uso di device che consentono la navigazione e la visione di contenuti multimediali incrementa il traffico generato da ogni utente. Cisco Systems prevede che entro il 2013 ogni utente sviluppi in media 7 GB di traffico mensile con il proprio smartphone, contrariamente a 1 GB che viene utilizzato oggi in media da chi possiede un abbonamento dati.

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Quel che notano gli operatori come AT&T è che le loro reti mobili si stanno pian piano congestionando, con una richiesta sempre maggiore di banda sulla rete mobile, dovuta per lo più alla visione di filmati in streaming online. In questo contesto YouTube, integrato praticamente su qualsiasi smartphone, è una delle maggiori cause e potrebbe essere il motivo per cui nei prossimi anni vedremo scomparire formule flat per la navigazione mobile. Lo streaming HTTP è molto più complesso da gestire rispetto al normale traffico dati, si tratta infatti di un flusso continuo di dati che richiede una capacità di rete superiore a quella disponibile ad esempio per il semplice download dei file.

Il problema si è già posto in passato per i carriers che forniscono connessioni broadband, ma nel caso delle reti mobili si amplifica la portata: gli utenti che accedono a questo tipo di contenuti non sono una minoranza, e le compagnie potrebbero decidere di alzare i prezzi e cambiare le modalità di consumo qualora non riuscissero più a gestire i consumi sulle loro reti. Difficile insomma pensare che network come quello di AT&T possano continuare a rimanere sul mercato con gli attuali prezzi con una richiesta crescente di traffico e banda.

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Thursday 11 February 2010