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Il mercato della banda larga vale 170 Mld, ma per crescere è necessaria la fibra

di Stefano Bellasio
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Nel 2009 il mercato della banda larga ha chiuso con un fatturato pari a 170 miliardi di dollari, una cifra imponente che al 62% è dovuta alle tecnologie DSL, la più diffusa nel mondo e quella che attualmente continua a trainare i guadagni di questo settore. I dati giungono direttamente da uno studio di ABI Research, che fotografa la diffusione e i ricavi di un settore che cresce grazie all'espansione della rete e alla sempre maggiore attenzione per i fenomeni che in essa si sviluppano. Social network, news e informazione in generale sono i trends che portano online gli Italiani e in generale Europei e Americani. 

La fibra ottica, una nota dolente per l'Italia, è invece il maggiore trend di crescita nell'area asiatica, dove vi sono attualmente i maggiori ISP al mondo in grado di erogare collegamenti con centinaia di Mpbs anche a utenze residenziali. In Europa la situazione su questo fronte è molto variegata, e vede l'Italia come fanalino di coda, con proposte concrete che ora si sono sviluppate solamente grazie all'ingresso di Vodafone, Fastweb e Infostrada, con una proposta per il cablaggio delle più importanti città italiane. In Italia la penetrazione della fibra ottica è vicina all'1%, valore raggiunto ormai 10 anni fa grazie alla prima stesura di Fastweb, un progetto che si è poi arenato e che ha portato la compagnia a continuare le attivazioni su ADSL. Senza considerare che negli anni sono stati tanti altri i progetti avviati e poi sospesi, non ultimo il progetto Socrate di Telecom Italia. 

Secondo ABI lo sviluppo della fibra ottica sarà un trend costante da qui al 2014, quando il settore nel complesso raggiungerà un fatturato di 210 miliardi di dollari. La diffusione della banda larga è altrettanto disomogenea nei paesi meno sviluppati, dove i costi mensili nel mercato consumer sono elevati, e non consentono un'adozione su larga scala. Il suggerimento di ABI Research è quindi diretto agli incentivi dei governi, chiamati a migliorare la concorrenza e incentivare la nascita di nuovi operatori nel mercato delle telecomunicazioni, ossigeno per i tanti utenti che anche in Italia si trovano a far fronte con prezzi troppo alti per una copertura non ottimale della penisola. 

Sono diversi gli studi che mettono in relazione il miglioramento dei collegamenti alla rete con un miglioramento della crescita economica, tuttavia sono decine i paesi, anche occidentali, che hanno rallentato nello sviluppo non cogliendo al volo questa importante possibilità.

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Monday 14 June 2010