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Data center più caldi e meno accoglienti, in fondo sono solo server

di Stefano Bellasio
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L'idea alla base è che i data center non debbano avere un trattamento particolare, quindi meno persone ad accudire le migliaia di server al loro interno e una maggiore automazione in quelli che sono e saranno ambienti a noi "vicini" anche per un po' di anni. Curioso l'articolo di Datacenterknowledge, che per la verità riprende molte delle tendenze che stanno caratterizzando un settore in crescita e al contempo a caccia di nuove soluzioni per gestire una richiesta crescente di spazio, di potenza computazionale e di storage. 

La regola delle scuole elementari per qualsiasi manager di data centers, è che tanto si spende nell'energia usata per alimentare i server, tanto si spende per raffreddare il calore prodotto da ogni singola macchina accesa: in tanti stanno provando a modificare la regola, ma nessuno ad oggi riesce ad avviare data center che non abbiano costi abbastanza alti da non essere presi in considerazione alla voce "raffreddamento". Miller dice che secondo Microsoft, una compagnia che negli ultimi anni ne ha visti diversi di data center e server, la soluzione è quella di automatizzare maggiormente la gestione dei server in primis, facendo si che vi siano meno persone a doverne monitorare la permanenza in data center, e in secondo luogo, secondo Redmond, è ora di iniziare a utilizzare data center con temperature molto alte, vicine ai 45 gradi, consci del fatto che i produttori attuali certificano l'utilizzo delle loro macchine per 80 gradi, senza particolari problemi. 

Interessante affrontare i risvolti che questa scelta può avere in ambienti ad alta densità, tipicamente quelli dove sono presenti blade server o dove la concentrazione è talmente elevata da non poter rischiare la compromissione delle macchine e dello stesso servizio neanche per pochissimi istanti. Rich Miller dice poi che, come in qualsiasi mercato, molta importanza riveste l'educazione del cliente, e il fatto di averne di fronte a se uno maggiormente disposto alle sperimentazioni è sicuramente un vantaggio per alcune compagnie. 

I problemi posti non sono banali e sono indice di una condizione che pone diversi problemi, a livello economico ma anche di gestione. I data center moderni sono già a ridotto numero di personale, tuttavia alcuni ambienti richiedono la presenza di persone pronte a intervenire in qualsiasi momento anche nel monitoring della temperatura all'interno del data center. Pensando ad un futuro in cui i data center diverranno ambienti molto familiari, al crescere del numero di server, sarà fondamentale poter prevedere strutture controllare o completamente in remoto (come fa già oggi Microsoft), oppure in grado di autoregolarsi al cambiare delle condizioni al loro interno. 

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Tuesday 8 June 2010