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I sette rischi del cloud computing, secondo Gartner

di Stefano Bellasio
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Gli analisti di Gartner ritengono che l’impatto del “cloud computing” sui CIO avrà un’ampiezza paragonabile a quella del commercio elettronico. La previsione, tuttavia, non vieta di fornire qualche consiglio sui rischi connessi all’utilizzo di risorse e servizi informatici messi a disposizione da terzi, via Internet.

Dall’analisi emergono sette punti-chiave da chiarire, prima di siglare un accordo con un fornitore. In prima battuta, occorre assicurarsi della qualità del fornitore, il suo livello di affidabilità e la possibilità di controllare sempre il suo operato. Ci sono, poi, gli aspetti legali: in fondo, è il proprietario dei dati a essere responsabile in caso di infrazione normativa. Dunque, il fornitore esterno deve accettare ogni richiesta di audit e disporre di tutte le certificazioni di sicurezza necessarie.

L’utilizzo di siti storage multipli è uno dei punti forti del cloud computing, ma anche un elemento di debolezza. Dunque, occorre sempre sapere in quale luogo fisico sono allocati i dati, per quanto dematerializzati. Inoltre, l’altro aspetto qualificante è la condivisione di risorse, cosa che implica il rispetto della confidenzialità dei dati, da ottenere attraverso apposite tecnologie di crittografia e di isolamento. Inoltre, Gartner ritiene che le aziende debbano essere sempre messe in grado di recuperare i dati, collaborare con la giustizia, se necessario, e possano avvalersi di fornitori affidabili sul lungo periodo.

[via Databusiness]

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Friday 11 July 2008