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| Server dedicatiThePlanet downtime: tempi più lunghi del previsto
di Stefano BellasioContinuano i problemi nelle'episodio che lo scorso Sabato ha coinvolto ThePlanet in un lungo downtime per circa 9000 servers collocati presso il datacenter di Houston della compagnia. Nonostante già dopo le prime ore lo staff avesse reso noto che il ripristino non sarebbe stato facile, in virtù dei gravi danni provocati dall'esplosione, ora la situazione sembra apparire leggermente più difficile, tanto da costringere la compagnia ad adottare nuove soluzioni.
Mentre come già detto i problemi per il secondo piano dell'edificio sembrano di minor portata, la fornitura di energia ai 3000 servers del primo piano ha incontrato più problemi, tra cui, ultimo nella lista, la rottura di un generatore di backup che ha lasciato "al buio" le macchine del primo piano del datacenter. Nel tardo pomeriggio di ieri il tentativo di riparazione avviato sul generatore guasto non ha avuto successo, e la compagnia ha fatto giungere un secondo generatore nel datacenter, per ripristinare la corrente il prima possibile.
Il problema energetico è stato risolto per quanto riguarda il secondo piano, dove i 6000 servers dei clienti hanno riavuto energia già nella giornata di Lunedi. I lavori dovranno però proseguire per settimane, e prevederanno una completa ristrutturazione della stanza adibita all'alimentazione, l'esplosione ha infatti letteralmente abbattutto 3 muri, portando le macerie a diversa distanza dalla loro posizione originale, oltre ad aver praticamente distrutto del tutto i cablaggi presenti verso il resto del datacenter. Apparso chiaro che non si potesse aspettare il tempo necessario alla ricostruzione della sala, ThePlanet utilizzerà generatori di supporto per i prossimi 10-12 giorni, in attesa che i lavori vengano completati, anche con una certa fretta. Contrariamente anche a quanto si potrebbe pensare ottenere attualmente nuovi generatori, in tempi brevi, non è del tutto semplice, la compagnia infatti necessita di macchine che erogano circa 2 megawatt di potenza e che richiedono solitamente ordinativi con margini di qualche mese per la consegna. La reperibilità di generatori di "piccola taglia" sarebbe sicuramente più semplice, ma non consentirebbe a ThePlanet il ripristino completo delle operazioni come sembra voler lo staff di tecnici.
Dato il lungo downtime, ancora in corso, per i 3000 servers del primo piano, la compagnia ha offerto ai clienti nella giornata di ieri, il passaggio delle macchine su di un altro dei cinque datacenter rimanenti della compagnia: ovviamente l'operazione richiede tempo e il cambio, obbligatoriamente, degli indirizzi IP delle macchine, fattore che potrebbe ulteriormente allentare l'operazione di ripristino. Per quest'ultima iniziativa è stata anche allestita una squadra dedicata di tecnici che sarà pronta a svolgere il passaggio delle macchine nell'altro datacenter e a seguire passo passo i clienti.
Nonostante quanto successo, bisogna ricordare come la compagnia abbia gestito davvero perfettamente la comunicazione con i propri clienti, attivandosi fin da subito per far si che questi avessero notizie "fresche" su quanto stava avvenendo e su quanto i tecnici decidevano di fare man mano che i problemi si complicavano. Una serie di comunicati anche su siti come WebHostingTalk.com ha contribuito a diffondere le notizie, già ampliamente divulgate anche dalla stampa dedicata di livello internazionale. HostingTalk.it, consapevole del fatto che molti dei clienti della compagnia siano di nazionalità italiana, continuerà a seguire la vicenda anche nei prossimi giorni, per documentare quanto successo in dettaglio.
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