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ICANN risponde con un documento sul progetto dei nuovi gTLD

di Stefano Bellasio
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Sono ben 154 le pagine del documento con cui ICANN ha deciso di rispondere alle numerose domande e critiche ricevute in questi mesi sul nuovo progetto di espansione dei nomi a dominio. Attualmente il progetto è stato rinviato, e la data di realizzazione non è più certa come nelle comunicazioni iniziali dell'associazione che controlla il sistema dei nomi a dominio nel mondo.

Paul Levins, CEO di ICANN, ha comunicato che l'introduzione dei nuovi tld slitta da Settembre a Dicembre, ma nuovi rinvii potrebbero essere probabili. "Questo documenta quanto fervore e quanti pensieri ci siano intorno a quello che appare come un cambiamento storico e innovativo" ha dichiarato Levins, "Le persone si aspettano che noi prendiamo in considerazione i loro dubbi e i problemi esposti, ed è proprio quello che stiamo facendo". 

Attualmente esistono 21 TLD generici, ICANN intende espandere questo numero con una serie di nuove estensioni, da quelle includenti anche caratteri non dell'alfabeto latino (ma abbiamo visto che il problema non è semplice in questa direzione) fino a nuovi TLD sponsorizzati da alcuni gruppi di aziende e marchi come possono essere .cars, .cola ecc. E ancora TLD operati direttamente da un marchio o da un'azienda, potremmo così avere nomi a dominio .IBM, .Microsoft, al costo, per le aziende di 185.000 dollari, una cifra molto alta che pone ancora più dubbi sulla volontà di ICANN. Ma il principale pensiero di ogni azienda è la necessità di registrazione migliaia di domini per proteggere i propri marchi, rischiando di non riuscire a controllare il fenomeno e danneggiare lo stesso marchio aziendale. 

Il nuovo documento, chiamato gTLD Draft Applicant Guidebook, si pone come obbiettivo quello di porre in chiaro tutti questi problemi, e lo stesso Levins ha dichiarato che la protezione dei marchi è uno dei punti caldi della questione, su cui ICANN sta lavorando in cerca di migliori soluzioni. La associazione ha inoltre commissionato lo studio dell'impatto che questa rivoluzione avrà sulla società e sul web, un aspetto che qualche mese aveva sollevato il dipartimento del commercio USA, con un'aspra critica contro il nuovo progetto, accusando di avere intrapreso questa nuova "rivoluzione" con leggerezza, senza considerarne gli effetti. 

Per ora ICANN non ha però dato comunicazioni precise su come intende muoversi attorno a questi problemi, e considerando il poco tempo a disposizione, il tutto appare ancora troppo "improvvisato" per poter rappresentare una rivoluzione vantaggiosa per il web e per l'economia. Nei prossimi mesi si tratterà sicuramente di un argomento caldo di cui la rete dovrà discutere, anche se, per dir la verità, la rete ha quasi sottovalutato questo progetto, e la stampa non sembra avergli dato il giusto peso e il giusto punto di vista. 

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Sunday 22 February 2009