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| Domini e RegistrazioniICANN, c'è chi vuole renderla privata, e meno americana
di Stefano BellasioNon bastava la pressione esercitata attualmente dal nuovo progetto di introduzione di nuovi TLD generici, e il cambio di CEO prospettato già dagli scorsi mesi, per ICANN i problemi e le domande continuano ad aumentare e in ordine temporale, l'ultimo sembra tra i più importanti. Non ci sono mezzi termini, il commissario europeo Viviane Reding ha preso la parola sull'argomento e ha ricordato che il prossimo 30 Settembre scadrà l'accordo tra il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti e l'associazione no-profit.
ICANN è nato come ente per la regolamentazione a livello globale dei nomi a dominio e delle regole per il loro utilizzo, oggi svolge il suo ruolo con alti e bassi, ma rimane di fatto un ente fortemente dipendente dalla politica e dalle scelte americane.
Proprio questo ultimo punto porta la Reding a chiedere una profonda riforma di questo ente, auspicando che venga privatizzato e reso meno legato agli USA, con l'istituzione di un organo che vigili periodicamente sul suo operato. L'appello del commissario è indirizzo principalmente a Barack Obama, nel quale si confida per l'attuazione di questa importante riforma per la rete. Ma non è tutto, la proposta include anche una sorta di riunione attuale per decidere quali modifiche e novità apportare alla regolamentazione della rete, con partecipanti di tutti i continenti che possano esprimere il loro giudizio.
Nelle prossime settimane la commissione europea avvierà una serie di consultazioni pubbliche per capire quale sia il giudizio degli utenti europei e come possa essere migliorata la proposta del commissario. La privatizzazione di un ente così importante è un passo delicato, soprattutto se si pensa al fatto che questo continui a mantenere una pubblica utilità e debba quindi essere costantemente controllato da un ente esterno, compito non facile in cui ci sia più di un continente a decidere come agire.
