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| Domini e RegistrazioniDomini .it: una fotografia del CNR mostra le regioni più sviluppate
di Stefano BellasioTable of Contents:
- Domini .it: una fotografia del CNR mostra le regioni più sviluppate
- Le aziende primeggiano nelle registrazioni
- Maintainer, la maggiore concentrazione al centro Italia
- Domini .it e web: cosa spinge alla registrazione
Sembra che il 2009, almeno la sua fine, sarà ricordata per i domini italiani .it, da circa due mesi al centro delle cronache grazie al passaggio al sistema sincrono, e da poco sui quotidiani e sulle radio italiane con la campagna di pubblicizzazione avviata dal Registro italiano.
Ora il CNR rilascia un rapporto con il quale analizza la diffusione della rete in Italia proprio grazie alla diffusione dei domini .it e alle regioni che detengono il maggior numero di regioni. Si tratta di una ricerca unica nella sua tipologia, come l'hanno definita al CNR, che mostra quali sono e dove sono gli utenti più evoluti, quelli insomma che non solo usano Internet, ma lo arricchiscono di contenuti, con la pubblicazioni di siti web sotto domini .it. In Italia ci sono 289 domini ogni 10.000 abitanti.
Come per molti altri settori, non solo tecnologici, anche in questo caso si notano delle zone in cui la diffusione è maggiore: Maurizio Martinelli e Michela Serrecchia, a capo di questo studio, notano che il nord Italia è al comando con il 54,35% delle registrazioni, seguito dal centro, con il 24,34 e dal sud con il 21,31. Ancora dati abbastanza generali, per avere una idea chiara della diffusione dei domini .it sul suolo italiano bisogna infatti andare a vedere le singole regioni e città che compongono la classifica.
Bologna è tra le più evolute, con quasi 50.000 domini e un tasso di penetrazione di 602, 73, seguita da Milano con 175.000 domini e un tasso di penetrazione del 535,15, infine Pistoia e Bolzano, anch'esse tra le città dove i domini .it hanno il maggiore successo. Tra le regioni con il più alto numero di registrazioni è sicuramente il Trentino Alto Adige a farla da padrona, con un numero ben distante da Lombardia ed Emilia Romagna, regioni in cui il tasso di penetrazione risulta essere molto alto.





