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I cittadini cinesi non potranno più registrare domini .cn, la morsa della censura

di Stefano Bellasio
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I domini cinesi .CN, il ccTLD in assoluto più famoso e registrato, sono ad una svolta che potrà cambiarne le sorti nella nazione più popolota al mondo: il CNNIC, l'ente che si occupa del controllo e delle registrazioni, ha infatti diramato un comunicato in cui spiega che da ora in poi la registrazione sarà consentita solamente a quei cittadini che possono mostrare una licenza per l'apertura di una attività, e che allegano ad essa altri dati per giustificare le reali intenzioni di utilizzo del nome a dominio.

La motivazione ufficiale è la volontà di ridurre la pornografia, fenomeno diffuso in milioni di siti web .cn, tuttavia è chiaro come dietro a questa mossa vi sia di fatto un nuovo strumento di censura, che si rivela molto potente nella misura in cui vieta ai cinesi di acquistare visibilità per discutere e comunicare in rete nella propria lingua e nel proprio paese. Si parla ad oggi di circa 13 milioni di domini .CN, e si tratta dell'ultimo passo del governo cinese, dopo un 2009 che ha visto la censura di Facebook, Twitter e di canali ormai "monitorati" come Google, costretto da tempo a filtrare le parole e le notizie che i suoi utenti visualizzano nella SERP della versione nazionale.

Bisogna riconoscere che l'estensione .CN è una di quelle che raccolgono la maggior quantità di malware, ma non si tratta di fatto di una ragione sufficiente per una chiusura, tempestiva, alla registrazione da parte dei privati. Un colpo anche per le compagnie che registrano questa estensione, il cui business registrerà una flessione almeno su questo fronte; paradossalmente anche gli attuali proprietari di un dominio .CN perderanno il proprio nome a dominio se non avranno una licenza commerciale da mostrare alle autorità, come spiega The Domains.

I cinesi potranno ora rivolgersi ad altre estensioni, in primis i domini .com, ma fonti sicure parlano di nuove misure in arrivo che vorrebbero impedire anche la registrazione di nomi a dominio in altre estensioni ai cittadini cinesi, chiedendo alle compagnie estere di vietarne la registrazione al momento della richiesta. Un passo surreale che chiuderebbe ancora di più il web cinese.

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Monday 21 December 2009