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| Domini e RegistrazioniNuovi TLD? Non sono un problema per il cybersquatting
di Stefano BellasioSi teme che il piano di introduzione di nuovi TLD, in discussione da ormai più di un anno in casa ICANN, possa di fatto portare un aumento consistente dei casi di cybersquatting, ovvero quello di registrare un numero consistente di domini al solo fine di specularvi, magari con la registrazione di domini contenenti anche marchi registrati. Un rapporto pubblicato negli scorsi giorni da Minds+Machines afferma che la possibilità di cybersquatting per i nuovi TLD è molto bassa e parla di massimo 300 casi totali per tutte le nuove estensioni introdotte.
Come arrivare a questa considerazione? Basta semplicemente paragonare i casi di cybersquatting per i domini .com o .net e confrontarli con il numero di quelli di estensioni meno note, come .info. Questo è sufficiente per capire che questi ultimi riscontrano un numero di URDP (Uniform Domain-Name Dispute Resolution Policy) molto inferiore alle estensioni più comuni e più registrare nel web.
Si tratta tuttavia di considerazioni poco credibili: ad oggi infatti non si conosce ancora il numero di nuove estensioni che potrebbero essere introdotte, con il relativo problema di quantificare, anche a grandi linee, quanti casi di cybersquatting potrebbero verificarsi. Inoltre bisogna considerare che Minds+Machines ha tutto l'interesse nel allontanare questo problema dalla discussione: l'azienda fornisce consulenza proprio per la creazione e gestione di nuove estensioni, un ruolo che potrebbe venir meno qualora vi fosse poca fiducia da parte delle aziende in questo futuro business.