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Domini e compra-vendita: una visione moderna del fenomeno?

di Stefano Bellasio

Non ho idea se quanto stia per scrivere sia una percezione valida anche per altri paesi europei, ma la discussione aperta da uno nostro utente in questi giorni, mi ha fatto tornare alla mente come gli Italiani siano ancora abbastanza diffidenti nel comprare e vendere domini, o almeno nel vedere in questo "sistema" un business. 

Ho discusso di questo aspetto con una persona di parte come Simone Ferracuti, e anche lui mi raccontava che la tendenza ancora presente in molti utenti è vedere una sorta di mercato della speculazione nel vendere e comprare domini online, magari registrati solo a quel fine. Per quanto possa sembrare strano, vi sono persone che ad oggi vivono registrando e vendendo domini, i privati effettivamente non sono molti, ma si tratta di un fenomeno consolidato, anche se svolto prevalentemente da società. 

Vendere e comprare domini è un'operazione che diverrà normale nei prossimi anni, e penso che i dubbi che sorgono oggi siano dovuti in gran parte alla scarsa abitudine di pensare ad un dominio come a qualcosa a cui attribuire valore: per molte persone oggi si tratta di una commodity, il cui valore non va oltre i 10 Euro annui di registrazione, per molte altre, soprattutto aziende, è chiaro che sia di fatto un valore aggiunto poter avere un dominio contenente una parola chiave per il proprio business, che aiuti non solo nelle vendite. 

Prima di parlare di speculazione (argomento che vorrei affrontare in un prossimo post), vorrei soffermarmi sul "valore" dei domini: ho letto da più persone che oggi non si digitano più gli URL, si usa Google. Verissimo, come controbattere, basta osservare una decina di persone mentre navigano, otto di loro andranno su Google e scriveranno "Repubblica" per visitare Repubblica.it o "Hotmail" per controllare la posta. Ma il vantaggio di avere un dominio "di valore" va oltre la possibilità di essere raggiunti facilmente, quel che mi pare evidente è che quel dominio può essere ricordato facilmente, non solo per essere digitato. Ricordiamo più facilmente un nome o un dominio a cui riusciamo a collegare una idea, un concetto, o semplicemente una nostra relazione. Ci viene così più facile parlarne ad altri, citarlo quando ne parliamo, o ricordarlo semplicemente per associarlo ad un prodotto o ad un servizio che ci piace. 

Penso sia questo uno dei tanti vantaggi che oggi appaiono poco chiari agli utenti e che invece lo saranno in futuro, quando offrire 200/300 Euro per un dominio sarà una consuetudine, se quel dominio sarà effettivamente migliore di quelli liberi.

Non mi spingo oltre nel discorso, pareri e commenti sono MOLTO ben accetti :) Grazie

 

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Friday 16 April 2010