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| GoogleGoogle finanzia la ricerca per migliorare i data center e i consumi energetici
di Stefano BellasioI data center di oggi potrebbero essere molto più efficienti, ma la colpa non è solamente della struttura in sè, quanto dell'hardware utilizzato al loro interno: vi sono server che consumano la stessa quantità di energia con diversi carichi, siano essi al 20, al 30 o all'80% della loro potenza computazionale. Questo è una delle principali conclusioni tratte da Ricardo Bianchini, uno dei tre ricercatori che sono stati premiati da Google nell'ambito dei Google Research Awards, premi messi in palio da Google, per un totale di 5.7 milioni di dollari, che vanno a finanziare i progetti più brillanti in diversi campi informatici ed energetici.
Il Greenscale Award (Il Greenscale è un centro di ricerca che si occupa di efficienza energetica), da 1 milione di dollari, va proprio al gruppo di ricercatori composto da Ricardo Bianchini, Fred Chong, Thomas Wenisch e Sudhanva Gurumurthi. Quattro università coinvolte in un progetto di ricerca che ora dovrà passare alla parte pratica, con la realizzazione di un data center in miniatura dove potranno esser condotti tutti quegli esperimenti che non è possibile attuare in un normale data center in produzione.
Google finanzia il progetto per due anni, ma allo scadere del periodo i ricercatori potranno ottenere altri 500.000 dollari nel caso le loro scoperte portino a buoni risultati nel campo dei consumi per i data center. Le idee non mancano già ora: i ricercatori si sono accorti che l'attuale struttura delle CPU impone al suo interno la presenza di un controllore che gestisca le richieste di accesso alla memoria; si tratta di uno spreco in termini di energia, in quanto esternare questo componente dalla CPU potrebbe portare ad una riduzione dei consumi, con la CPU che non dovrebbe essere "avviata" per ogni richiesta, ma solo nel momento in cui sia richiesta effettivamente capacità computazionale per la elaborazione dei dati.