Loading

| HT news

| Google
TAGS:

Google, privacy

Google Alarm: consapevolezza di inviare i propri dati a Google

di Stefano Bellasio
Google_logo

Proprio mentre si parla di privacy anche nella nostra community, in merito alla possibilità che Google acceda, in modo più o meno rilevante, ai nostri dati, ecco spuntare una estensione per Chrome e Firefox che permette di rendere l'utente consapevole di quando sta inviando dati a Google con la sua richiesta. Basta visitare un sito web, una pagina trovata proprio su Google o altri milioni di siti web, che usino un servizio Google, per comunicare a Mountain View un po' di nostri dati, non necessariamente utili e sensibili, ma sicuramente molto graditi dagli ingegneri dell'azienda per mettere insieme statistiche e data set su cui fare grandi analisi. 

Google Alarm è una piccola estensione sviluppata da Jamie Wilkinson che consente di navigare dando la consapevolezza di quando i nostri dati vengono inviati ai server di Google, da uno dei tanti servizi della compagnia. Una versione sonora e una "muta", selezionabili a seconda della preferenza, visualizzano sulla pagina delle icone di notifica con il nome del servizio coinvolto all'apertura della pagina, come mostra il video seguente:

Si tratta ovviamente di un tool molto semplice che ha forse l'obiettivo di educare gli utenti nella gestione dei loro dati e nella gestione della navigazione: ogni volta che visitiamo un sito che utilizza Google, non importa se AdSense, Analytics o altri servizi, lasciamo dei dati; difficile che questi ci permettano di essere riconosciuti in modo univoco (ma anche di questo non c'è alcuna certezza oggi) ma sicuramente permettono a Google di conoscere le nostre preferenze, cosa facciamo sul web e come lo facciamo, con una idea molto chiara del tempo impiegato per ogni operazione.

La soluzione non è usare più i servizi di Google, ma semplicemente prestare maggiore attenzione all'utilizzo, senza contare che la distrazione spesso può costare cara in materia di privacy, così come è avvenuto per i 100 milioni di profili Facebook che ora saranno vittime di un corposo e dettagliato data mining, per carpire più informazioni possibili.  

Commenti Recenti

Powered by Disqus
Friday 30 July 2010