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Google Voice in Gmail: chiamate gratis verso USA e Canada

di Stefano Bellasio
gmail_logo

Google muove concretamente i primi passi anche nel mondo del VOIP, lanciando la possibilità di effettuare chiamate direttamente da Gmail, grazie all'utilizzo del Google Talk plugin, che permette di eseguire da subito chiamate a numeri degli Stati Uniti o del Canada, completamente gratis. 

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La tecnologia in uso è ovviamente quella di Google Voice ed è quella alla base del servizio lanciato alcuni mesi fa dalla compagnia e al centro di numerose discussioni per la sua mancata possibilità di giungere sull'AppStore di Apple. Per iniziare a usare la nuova feature Google ha messo a disposizione un semplice indirizzo dove scaricare il plugin: www.gmail.com/call

La qualità delle chiamate, dai primi commenti in rete, sembra essere al pari di Skype, quindi una qualità molto buona che permette a Google di crescere in fretta: il servizio è perfettamente integrato con Google Voice, quindi da quest'ultimo è possibile passare le chiamate su Gmail e viceversa. 

I costi di Google Voice per Gmail

Ovviamente il costo delle chiamate è un fattore che inciderà fortemente per Google sul successo di questo servizio: fino alla fine dell'anno le chiamate verso USA e Canada rimangono completamente gratuite, e la compagnia spera di poterle lasciare in questa condizione per sempre, sostenendo il loro costo grazie ai margini delle chiamate internazionali. 

Google potrebbe divenire ora il più grande concorrente di Skype, compagnia che sta affrontando un periodo non troppo roseo e che mira a quotarsi in borsa per espandere il proprio capitale e finanziare una crescita del proprio business. 

Le tariffe di Google Voice sono già abbastanza concorrenziali, considerando che chiamare l'Italia costa esattamente 0.02 Cents di Dollari, un prezzo vicinissimo a quello di Skype, che recentemente ha rivoluzionato il suo sistema di abbonamenti per guadagnare nuovi clienti. Il problema più grave è che attualmente Google Voice non è disponibile in Europa, e Google non ha ancora fissato alcuna data per rendere disponibile il servizio al di fuori degli Stati Uniti. 

Il futuro di Gmail

Partito come un semplice servizio di email, all'epoca (2004) considerato al pari di molti altri servizi che offrivano caselle di posta gratuitamente, oggi Google ha nelle proprie mani uno dei servizi che creano il maggior profitto per la compagnia, in termini pubblicitari in modo assolutamente prioritario e in termini di business legato al servizio Google Apps, fornito a città, governi e grandi aziende. 

Gmail oggi fornisce uno spazio di circa 7 GB per l'archiviazione della posta, e una serie di strumenti che vengono ritenuti i migliori tra i servizi di posta: la gestione dello spam è questione dibattuta, dato che Gmail non filtra le email ma cataloga solamente quelle che reputa spam, eliminandole agli occhi degli utenti. Motivo del suo successo è sicuramente l'interfaccia della applicazione online, resa molto intuitiva e arricchita di servizi nel corso degli anni. 

Gmail si prepara ora a divenire qualcosa di più di una webmail, e a voler vedere non lo è più da tempo, almeno dall'introduzione di plugin appositi per questo servizio di Google e dalla sua integrazione diretta con Google Talk. Ovviamente Google punta a fornire agli utenti un unico punto di accesso alle loro comunicazioni online, siano esse scritte, in real-time o telefoniche, e il vantaggio che ciò può dare in un contesto lavorativo è enorme, spingendo sempre più aziende (anche italiane) a considerare Google Apps come una ottima soluzione da fornire ai loro dipendenti per la gestione di tutto il processo lavorativo, dalla gestione degli appuntamenti, fino alla email e alla gestione dei documenti. 

Gmail diviene un servizio critico, tanto nella concezione tecnica e non tecnica del termine: è evidente che Google dovrà ridurre al minimo o eliminare del tutto i disservizi per questa piattaforma volendo mirare ad un target sempre più alto e vasto, e al contempo dovrà introdurre modifiche che non ne minino la credibilità, soprattutto in riferimento alla privacy, tallone d'Achille di una compagnia che fino a pochi mesi raccoglieva "per sbaglio" dati WiFi con le proprie macchine. Ma è anche evidente che il servizio debba orientarsi maggiormente a politiche di gestione dei clienti che nel mondo dei servizi di webhosting conosciamo da tempo, come la possibilità di contattare una assistenza telefonica o via ticket system, senza la necessità di leggere quintali di documentazione online. Forse questo per Google non lo vedremo mai, non rientra nell'ottica e nel business della società, ma è forse uno dei vantaggi che ancora rimangono alle tante compagnie che forniscono questi servizi a caro prezzo, offrendo in cambio la sicurezza che i propri dati non vengano venduti o analizzati per terzi fini, e la possibilità di accedere ad una assistenza online, tipica di un qualsiasi servizio business. 

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Thursday 26 August 2010