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| GoogleEcco perché gli sviluppatori snobbano le applicazioni Google
di Lorenzo MonniSe Google si è dimostrato imbattibile come motore di ricerca ne deve invece passare ancora di acqua sotto i ponti prima che sia considerato ad un livello di eccellenza nel ramo dello sviluppo applicazioni. Ciò che non convince gli sviluppatori più esigenti è un business che getta nel mercato sul breve termine una cornucopia di applicazioni, ma sembra molto fragile sul lungo termine.
Tra le modifiche recenti che fanno storcere il naso possiamo annoverare le escursioni dei prezzi del Google Application Engine (GAE) e l'accantonamento di alcune offerte Google Labs, motivate da google come un modo per focalizzarsi di più sui prodotti e sull'user experience. Altro fattore determinante nel frenare gli entusiasmi riguarda la genetica della piattaforma cloud di google, che non permette di adattare ad un altro ambiente le apps sviluppate per GAE: se prendiamo applicazioni legacy risulta molto più semplice aggiornarle e posizionarle in un'infrastruttura tipo Amazon, che non riscriverle per Google Application Engine.
Con Amazon è sufficiente caricare un'immagine di una virtual machine del sistema operativo sottostante il vostro database, qualsiasi sia l'applicazione ed il linguaggio nel quale sia stata scritta, la stessa flessibilità non si riscontra nel mondo di Google. Se a queste perplessità aggiungiamo una strategia di business un po' confusa che sforna in continuazione nuove applicazioni più come esperimenti per studiare la risposta degli utenti che come vere e proprie uscite cruciali per il mercato, ci sembrerà ovvio che un gioco del genere non può funzionare in eterno.





