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| GoogleNon è il postino, è Google!
di Lorenzo MonniGoogle starebbe tentando di sfidare la supremazia di Amazon nell'e-commerce, immergendosi a capofitto nel sempre più profittevole mondo dell'internet retailing. Il gigante del web sarebbe in contatto con i maggiori retailer per creare un servizio che permetterebbe ai consumatori di fare shopping con buoni on line e di ricevere i loro ordini entro un giorno pagando pochissimo la spedizione, a detta di persone interne all'accordo.
Il tentativo è di quelli rischiosi e mira a intensificare la competizione con Amazon, che sta cavalcando il successo del suo programma Amazon Prime a 79 dollari all'anno. Quel programma che offre ai clienti spedizione veloce senza ulteriori addebiti per molti articoli disponibili nel sito della compagnia ha aiutato ad aumentare del 42% le vendite della compagnia nei primi nove mesi di quest'anno. Google inseguirebbe da dietro con questo nuovo servizio di spedizione veloce, e ci sarebbero già alcuni retailer interessati a firmare per questo servizio, sempre secondo voci non ufficiali. Queste voci dicono che Google abbia lanciato il progetto proponendolo a grandi rivenditori con cui aveva collaborato in passato, un gruppo che includerebbe quindi Macy's Inc., Gap Inc. ed OfficeMaxInc. “Si sono rivolti a noi con quest'idea, ma non abbiamo preso alcuna decisione in merito”, assicura un portavoce di Macy - l'unico a confermare le trattative di Google - mentre Gap e OfficeMax non hanno rilasciato commenti in merito.
Nel caso in cui Google stia programmando questo nuovo servizio bisogna specificare che non ha però pianificato di vendere articoli direttamente ai consumatori, fonderà invece i risultati del suo motore ricerca con i risultati dei prodotti disponibili presso i retailer convenzionati, con un nuovo servizio di spedizione veloce direttamente controllato da Google.
La competizione tra Google e Amazon è stata a lungo invisibile a molti consumatori, con la prima focalizzata sulla ricerca in Internet e Amazon sulla vendita di qualsiasi tipo di prodotto e lo shipping fino alla porta di casa, ma più recentemente entrambe le compagnie sono arrivate a interessarsi della vendita di contenuti digitali. Amazon ha pubblicizzato il suo Kindle e-reader, prodotto che ha spinto la domanda di libri digitali presso il catalogo Amazon, ed anche Google ha iniziato da par suo a vendere simili contenuti digitali tramite i suoi servizi annessi al motore di ricerca.
Altra compenetrazione si è avuta con Amazon che è divenuto un mezzo per effettuare ricerche di articoli di qualsiasi tipo, con molti consumatori che hanno iniziato a svolgere le ricerche direttamente nel suo negozio on line scavalcando in tal modo il motore di Google. Questo vantaggio ha permesso ad Amazon di aumentare in maniera consistente il proprio business nell'advertising, invadendo quello che era un campo d'azione prediletto della compagnia di Mountain View. Non stupirebbe quindi – nonostante le smentite di circostanza delle compagnie direttamente interessate – che Google si voglia presentare in orario all'appuntamento con un boom di mercato che già quest'anno ha visto una crescita stimata attorno al 12% equivalente a circa 197 miliardi di dollari.
Ma anche volendo credere alle voci che anticipano l'entrata in campo di Google, stupisce che si riesca in così poco tempo a dirigere gli sforzi per aprire un servizio di spedizioni ultra-veloci, un tentativo che prima di Google non è riuscito ad altri compagnie, quali per esempio Webvan Group e che è stato giudicato troppo costoso da mettere in piedi secondo il punto di vista di molti esperti, considerando anche che Amazon non è l'unico concorrente, ma c'è uno spettro ampio di aziende che sono entrate nelle abitudini quotidiane dei clienti di e-commerce e che promuovono servizi di consegna veloce che hanno impiegato anni per poter diventare così efficienti.





