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Google TV: i costi hardware potrebbero renderla troppo cara

di Stefano Bellasio
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L'annuncio di Google TV giunge a molta distanza da quello di Apple TV, dispositivo che in realtà non ha mai avuto un grandissimo successo e che Apple potrebbe rivedere proprio nei prossimi mesi. Il problema, anche nel caso di Google TV, non solo è legato alla difficoltà di diffondere questi dispositivi nel mercato, ma anche ai costi da sostenere, in primis per i produttori, per far si che il prodotto possa giungere sul mercato ad un prezzo concorrenziale

Newteeve.com ne parla in un lungo articolo, affrontando alcuni dei principali problemi che Google deve risolvere per giungere sul mercato con un prodotto concorrenziale, capace di avere un buon prezzo e al contempo buone caratteristiche hardware. Nel caso della Google TV, spiega Vincent Dureau, responsabile del progetto al GooglePlex, il problema principale è che serve una quantità di memoria superiore rispetto a quella richiesta da altri dispositivi come ad esempio le televisioni HD, che si trovano a dover elaborare signali digitali ad alta risoluzione. Nel caso della Google TV bisogna considerare che il segnale deve arrivare in streaming, direttamente dal web, e per questo necessita di ulteriore memoria da utilizzare nelle operazioni di buffering dei contenuti

L'articolo dice che un altro grande vendor, abbia rinunciato di fatto all'accordo con Google proprio in virtù degli alti costi, dovuti principalmente all'esecuzione di Android OS, che rimane in ogni caso un vero e proprio sistema operativo, con tutte le complicazioni del caso. 

Nell'accordo con Sony non si hanno ancora dettagli sulle specifiche, tuttavia è evidente che a fianco ai costi di installazione di una cpu Atom di Intel, si debba anche pensare ad un grande quantitativo di RAM (nell'ordine dei 4GB) come memoria di sistema da aggiungere: tutto questo potrebbe far lievitare i prezzi, almeno che il mercato non veda un costante calo dei prezzi nel frattempo. La Google TV, dicono gli sviluppatori di Google, in futuro potrà funzionare anche su altre CPUs, e soprattutto potrà essere integrata in altri sistemi, l'obiettivo anche in questo caso è rilasciare il codice sorgente in modo da consentire l'adozione ad altre aziende e lo sviluppo in proprio della migliore soluzione hardware. 

 

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Monday 31 May 2010