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Se crolla la vendita di PC, saranno i tablet a prendere il loro posto?

di Stefano Bellasio
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Nel corso della WWDC di Apple, lo scorso Lunedì 6 Giugno, Steve Jobs ha continuato a parlare di un'era Post-PC, ovvero l'auspicio che nei prossimi anni gli utenti siano sempre più staccati dal terminale fisico, desktop o notebook che sia, per poter migrare su dispositivi mobili come smartphone e tablet. Ovviamente Apple ha tutto l'interesse a promuovere un simile switch, tuttavia guardando agli ultimi dati del settore PC si comprende come qualcosa di questa rivoluzione possa essere già in corso. 

IDC, uno dei gruppi più importanti per le stime del settore PC, ha visto al ribasso la crescita nelle vendite per i prossimi mesi, passando da 7% a 4% di crescita del mercato. Il mercato dei PC deve fronteggiare ora la novità di tablet e smartphone, come in passato ha dovuto fare con i netbook, una "moda" che oggi sembra si stia attenuando. Certo è che in molti preferiscono l'acquisto di un nuovo dispositivo mobile piuttosto che il cambio del PC di casa o del vecchio notebook, una tendenza che si è dimostrata tale soprattutto per le vendite di iPad, il noto tablet di casa Apple. Non a caso le mosse del colosso di Cupertino sono tutte incentrate ad una maggiore autonomia di tablet e smartphone, per vendere questi dispositivi anche in quei mercati in cui l'utente non è in possesso di un computer, o almeno, non privilegia il computer come primo strumento di lavoro e svago. 

Il cloud computing, con la possibilità di condividere file tra i dispositivi, gioca ora un ruolo a favore di produttori come Apple, che non a casa hanno deciso di spingere fortemente su questo strumento: iPad ad esempio già oggi include molte funzionalità "base" utilizzate dagli utenti PC, la possibilità di condividere e salvare dati esternamente potrebbe allontanarli ancora di più dall'acquisto di nuovi PC e notebook, almeno per la fascia meno esperta del mercato. Apple ha già parlato di un'era in cui anche il mouse diverrà uno strumento non più utile, nonostante il suo inventore sia stato proprio Steve Jobs. 

Il rischio è quello di andare verso terminali sempre più chiusi, come lo è attualmente lo stesso iPad: l'aggiunta di servizi di cloud computing rischia infine di chiudere ulteriormente anche la gestione dei dati per gli utenti, senza possibilità di scegliere quale servizio esterno utilizzare per archiviare i propri dati, al contrario invece di quanto può avvenire con un PC e un comune sistema operativo. 

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Wednesday 8 June 2011