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Rackspace, l'ennesimo downtime in un anno che non brilla per il servizio

di Stefano Bellasio
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Nello scorso fine settimana un nuovo downtime per Rackspace, la popolare compagnia di webhosting, specializzata in servizi managed e di cloud hosting. Si tratta dell'ennesimo stop ai servizi nel 2009, un anno che il team non ricorderà certo per l'eccellenza del servizio offerta, a cui tuttavia sono abituati i suoi clienti, consapevoli di pagare canoni più elevati proprio a garanzia del loro uptime.

Un problema di connettività lo scorso Venerdì 18 Dicembre ha portato offline, nel data center di Dallas, alcuni dei siti più popolari del web mondiale, tra cui il blog tecnologico TechCrunch, la società di servizi online 37Signals, i numerosi siti web ospitati dalla famosa LaughingSquad, Tumblr e Mashable, anch'essi due icone del web mondiale nella offerta di servizi e news online. Il problema si è verificato per colpa di un router che si occupa del peering di circa il 20% del traffico passante per il data center di Dallas di Rackspace e ha fermato i servizi per circa 1 ora, con alcuni clienti che hanno però lamentato uno stop leggermente superiore.

Con i numerosi clienti "dedicati" di Rackspace, nominati sopra, sono andati offline anche diversi clienti posizionati nel servizio di cloud computing della compagnia, facendo si che qualcuno si chiedesse quali siano i vantaggi di un simile sistema se come per il comune hosting è soggetto a downtime improvvisi e difficilmente spiegabili. In realtà tutto il problema è dovuto ad una operazione pianificata che voleva collegare le reti del data center di Chicago e di Dallas della compagnia, operazione programmata da tempo che ha avuto un incidente proprio nelle ultime fasi, costringendo i tecnici di Rackspace ad annullarla, risolvendo il problema sulla rete.

Il post di TechCrunch sul downtime non ha aiutato la compagnia, con quasi 200 commenti, l'autore parla di un downtime che ha portato Internet con se, una notizia non vera considerando che la maggior parte dei clienti della compagnia è ancora posizionata sui servizi managed di Rackspace, e non su quelli di cloud hosting, che pur essendo in crescita, rappresentano ancora una minima parte del fatturato. Lo stesso TechCrunch ha dichiarato di aver noleggiato spazio in un secondo data center per evitare i prossimi downtime, facendo si che il sito non subisca alcuna interruzione. Un segnale chiaro per Rackspace, ancora più grave se consideriamo che TechCrunch è sponsorizzato proprio dalla compagnia di webhosting.

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Tuesday 22 December 2009