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ThePlanet + Softlayer: un colosso da 80.000 server che potrebbe spiazzare il mercato

di Stefano Bellasio
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Solamente ieri l'acquisizione da parte di GI Partners di Softlayer. L'acquisizione si fa notare nel settore hosting per il fatto che lo stesso gruppo sia anche investitore di primo piano di ThePlanet, la più grande compagnia americana nel settore dei server dedicati, con 7 data centers attivi e una espansione, ormai prossima, anche nel mercato europeo. 

Ora Softlayer e ThePlanet si preparano all'unione delle due compagnie in un solo business, facendo confluire sotto una sola compagnia 78.000 server attivi e oltre 25.000 clienti, non certo distribuiti solo negli Stati Uniti, ma in più di 100 paesi del mondo; Datacenterknowledge delinea le modalità con cui le due compagnie si fonderanno in una operazione davvero difficile, considerando che in questo settore non è certo possibile effettuare simili cambiamenti pensando di spegnere i server per trasferirli o accantonando il lavoro per i clienti. 

Da ThePlanet a Softlayer, tutto merito dell'automazione dei servizi

ThePlanet è la compagnia più grande ma anche quella meno tecnologica delle due, per questo motivo a capo della nuova divisione vi sarà il CEO di Softlayer, Crosby, e saranno i sistemi di ThePlanet a seguire la filosofia di Softlayer, fatta di sistemi di automazione dei servizi e delle richieste dei clienti, base fondamentale secondo la compagnia per crescere rapidamente offrendo un ottimo livello di servizio. 

"Abbiamo una opportunità unica" ha dichiarato Crosby di Softlayer. "Quando abbiamo aperto Softlayer la nostra ambizione era quella di poter realizzare una compagnia che potesse scalare a livello globale; eravamo certi che la compagnia avesse potuto aggiungere migliaia di server in tutto il mondo dipendenti dalla stessa piattaforma. Con questa mossa stiamo solo accelerando il processo". 

Tutti i sistemi verranno quindi migrati su Softlayer, facendo si che anche i clienti possano beneficiare dell'espansione dei data center e di un unico grandissimo network che offre dai server dedicati, fino ai servizi di cloud computing, passando per grandi contratti managed che coinvolgono le più grandi compagnie del mondo. Per questo motivo si tratta di una operazione che porterà il lavoro ai massimi sforzi per l'integrazione di tutti i sistemi, e soprattutto per il collegamento dei data center e la fornitura degli stessi livelli di servizio a tutti i clienti delle due compagnie. Bain & Company è stata assoldata dai due gruppi per assistere la migrazione di tutti i sistemi, della base clienti e delle migliaia di informazioni che dovranno essere riviste nei due gruppi prima di arrivare ad un processo di fusione completo. 

75.000 Server, cosa significa per il resto del mercato?

La creazione di un simile colosso ha effetti impossibile da prevedere per l'intero mercato mondiale del settore hosting. ThePlanet è ad oggi una delle compagnie maggiori per numero di server dedicati ospitati, ma solo recentemente ha effettuato il passaggio ad un'ottica di servizi managed maggiormente orientati al business e alle richieste di grandi clienti. Softlayer ha invece una lunga esperienza nella creazione di servizi innovativi, dove viene privilegiata l'elaborazione su più data center e su più network disponibili. 

Il mercato americano dovrebbe temere non poco la concorrenza che i due gruppi porteranno, e che ovviamente deriverà dalla forza che questi avranno nell'acquisto di risorse come banda ed energia, senza considerare la realizzazione di nuovi data centers, che diverrà ora molto più semplice e rapida, con alle spalle un gruppo unico, molto solido. Si tratta di una concorrenza tale da spaventare anche i colossi come Amazon e Rackspace, i soli che fino ad oggi hanno ampiamente goduto del successo delle soluzioni di cloud computing; ma è evidente che di fronte ad una simile mossa il cloud computing sarà proprio una delle offerte che le due compagnie cercheranno di incentivare, non solo a livello professionale (per altro già coperto da Softlayer) ma anche a livello più basso, dove oggi è presente Amazon EC2. 

Acquisire per crescere

Il settore del webhosting si presta ad una strategia molto forte di acquisizione dei concorrenti per lo sviluppo aziendale: abbiamo visto che anche in Italia questa strategia ha consentito di realizzare un'azienda delle dimensioni di Aruba, o di quelle di Register.it, che è solamente uno dei tanti brands del settore gestiti da Dada in tutto il mondo. 

Sono diverse anche in Italia le compagnie che hanno realizzato la loro base clienti procedendo con piccole o grandi acquisizioni, spesso dettate dalla necessità di raggiungere più facilmente un determinato target, o dalla volontà di poter imporre al mercato una determinata filosofia di lavoro e di prezzi. 

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Friday 6 August 2010