Mon, 08/02/2010 - 06:58
Nulla di nuovo, l'ennesima richiesta di monitoring del web e degli utenti giunge dall'FBI, come riporta un articolo molto discusso in questi giorni. Le pressioni della nota agenzia andrebbero in una sola direzione, e senza esclusione di colpi: bisogna monitorare tutti i siti che vengono visitati dagli utenti e mantenere i logs degli stessi per almeno due anni.
Tutto questo carico di lavoro potrebbe essere richieste proprio agli ISP, ovvero alle aziende che forniscono connessioni a banda larga agli utenti, o nei casi di hosting provider, che forniscono loro server dedicati e spazi web. Non è chiaro come si intenda organizzare l'eventuale attività di logs, se per tutti gli utenti e per tutti i siti visitati, o solamente quelli stabiliti da criteri interni dell'agenzia. Mantenere i dati per due anni aiuterebbe l'FBI a investigare su crimini legati alla pornografia e ai crimini online, ma le implicazioni per la privacy sono notevoli.
Non solo, l'impegno richiesto alle compagnie sarebbe altissimo, con la necessità di organizzare grandi archivi per il salvataggio dei dati. Nell'articolo si cita anche la possibilità di utilizzare la Deep Packet Inspection, una pratica che violerebbe di fatto anche la policy di migliaia di compagnie e ISP.

