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Gli "url sbagliati" portano a Google 497 milioni di dollari l'anno

di Stefano Bellasio
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Typosquatting, una pratica molto "furba" che si basa solamente sulla errata digitazione degli url da parte degli utenti, portandoli su siti web che nulla hanno a che fare con quanto desiderato, ma che mostrano ovviamente pubblicità contestuale. Proprio quest'ultima, in forma di banner grafici o testuali, è spesso servita da Google AdSense, il programma di Google che consente ai webmaster di monetizzare i propri siti web.

Tyler Moore e Benjamin Edelman, due ricercatori di Harvard, hanno voluto dare una stima precisa del guadagno di Google in questa attività e sono arrivati a quantificare quasi 500 milioni di dollari annui prodotti dalla pubblicità mostrare sui siti di typosquatting. Per compiere la loro analisi, i due hanno utilizzato una lista degli errori di scrittura più comuni per circa 3000 domini .com molto famosi, sulla base del rank di Alexa.com. Fatto questo hanno deciso di indicizzare dai 285.000 ai 900.000 siti web di questa tipologia, avendo fra le mani una stima parziale del guadagno di Google per ogni sito: i domini appartenenti a questa categoria ricevono circa 68 milioni di visite al giorno, e il 60% di loro "monetizza" proprio tramite AdSense.

Una ricerca che mostra un fatto molto grave, la policy di Google infatti parla chiaro, e vieta l'esposizione di pubblicità su questo genere di siti: ma è evidente che i controlli non sono così remunerativi.

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Monday 22 February 2010