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Wordpress.com, una intera piattaforma down per colpa di un router

di Stefano Bellasio
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Wordpress.com esce da una delle settimane più nere in assoluto nella storia della piattaforma di blogging, il downtime di oltre 2 ore per circa 10 milioni di blog: abbiamo atteso la pubblicazione delle cause ufficiali del downtime per rendere conto ai nostri lettori di quanto accaduto e per analizzare l'accaduto. Insieme ai milioni di blog degli utenti sono finiti offline anche decine di siti web VIP, ovvero quelli ospitati sulla piattaforma professionale offerta da Wordpress.com, della quale sono clienti anche TechCrunch.com e GigaOM.com, due delle testate più lette e conosciute nel paranorama del web.

La compagnia aveva da subito avvertito gli utenti del downtime tramite i canali ufficiali di Twitter, riuscendo poi a ripristinare il corretto funzionamento dopo un paio di ore. Si legge oggi che il tutto è stato dovuto ad un core router, del data center di Layered Technologies, dove è ospitato Wordpress.com, che ha subito un aggiornamento improvviso, non schedulato nè segnalato. Il guasto ha anche impedito che entrasse in funzione il sistema di failover per l'erogazione del servizio dal data center di San Antonio, dove la compagnia ha il proprio data center di backup.

Una cattiva pubblicità non tanto per i milioni di blogs ospitati, quanto per gli account a pagamento, che hanno così visto fallire la loro speranza di affidarsi ad un servizio che riuscisse a garantire loro un reale uptime del 99,99%. Precedentemente lo stesso TechCrunch.com aveva abbandonato la soluzione di Rackspace in virtù di alcuni problemi avuti nella gestione dei downtime: una situazione che non si è ancora risolta e sulla quale ora Wordpress.com dice di voler lavorare per scongiurare che anche un simile failure nel sistema possa bloccare l'erogazione dell'intero servizio. Si tratta della prova evidente di un servizio che non ha ancora raggiunto la piena maturità, il costo per un account VIP può infatti arrivare anche a 150.000 dollari annui (e parte da 15.000 dollari annui), una cifra che dovrebbe giustificare anche che simili eventi non possano accadere e che vi sia di fatto una struttura completamente separata da quella utilizzata per il servizio pubblico.

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Tuesday 23 February 2010