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Google: la condanna per il video incriminato e la risposta della compagnia

di Stefano Bellasio

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Ha un motivo molto preciso il post che in queste ore sta leggendo tutto il mondo sul blog ufficiale di Google: Serious Threat to the web in Italy. Nella giornata di ieri è infatti arrivata la sentenza per il caso scoppiato nel 2006, che vedeva coinvolti 4 dirigenti di Google Italia, accusati di non aver impedito la pubblicazione del filmato, in cui veniva ripreso triste atto di violenza nei confronti di un bambino down.

A quattro anni di distanza, il giudice ha ritenuto colpevoli i dirigenti di Google e la stessa compagnia, di violazione della legge sulla privacy, respingendo invece l'accusa di diffamazione, per la quale, sono stati assolti tutti gli imputati. La condanna a sei mesi di reclusione con condizionale è invece stata confermata per tre dei quattro imputati e in particolare per: David Carl Drummond, ex presidente del Consiglio di Amministrazione e legale di Google Italy; George De Los Reyes, ex membro del Consiglio di Amministrazione di Google Italy; Peter Fleischer, responsabile policy Google sulla privacy per l'Europa.

Inutile dire che la sentenza sta facendo discutere tutte le principali testate italiane e del mondo: si tratta di un precedente abbastanza importante in quello che fino ad ora era stato considerato un reato attribuibile solamente all'utente che ha utilizzato il servizio per caricare il filmato. Più volte Google ha ribadito come Google e Google Video non fossero tenuti a seguire la normativa italiana, trattandosi di una azienda americana, e come il fornitore del servizio, non avesse alcuna responsabilità nell'utilizzo dello stesso a questi fini.

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Thursday 25 February 2010