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| InternetGoDaddy segue Google e lascia la Cina: i domini .cn nel paese del regime
di Stefano BellasioNon è servito molto perchè l'appello del gigante Google venisse accolto da una altra compagnia americana, ma a farlo è stato un registrar di domini, il più popolare al mondo: GoDaddy. La compagnia ha comunicato con un annuncio ufficiale la volontà di lasciare il mercato cinese, stufa dei continui limiti imposti dal registro cinese per la registrazione dei domini .CN, uno dei punto nevralgici del web cinese, messo in discussione negli ultimi mesi da regole e regole che, all'atto pratico dovrebbero ripulire i 13 milioni di domini cinesi da pornografia, spam e malware, ma in concreto portano il governo ad una maggiore attività di controllo e censura sui contenuti.
Christine Jones, consigliere del gruppo, ha comunicato al Congresso americano la decisione della compagnia. Non si tratta di una mossa non giustificata: semplicemente il registro cinese vorrebbe avere informazioni aggiornate su tutti i registranti di domini .CN, compresa la loro fotografia, qualcosa che richiederebbe lo sforzo di GoDaddy per ottenere i dati di oltre 27.000 domini .CN, ovvero il numero che rappresenta il mercato della compagnia in Cina. A fronte dei 34 milioni di domini nel database di GoDaddy, si tratta di un numero irrisorio, che corrisponde a circa l'1% del fatturato della compagnia.
La testimonianza integrale è una buona lettura per capire come la Cina stia richiedendo veramente troppi dati per la registrazione di un singolo dominio, troppi da giustificare uno sforzo notevole come quello di aggiornare e richiedere questi dati ai clienti, verificando siano veri.
A breve quindi GoDaddy non sarà più raggiungibile dalla Cina, l'azienda rinuncia al mercato da 300 milioni di utenti, ma chiarisce che non vi è nulla in relazione a quanto fatto da Google e riguardante quello specifico caso. Si tratta, proprio per questo, di un segno ancora più importante, della difficoltà di fare business in un regime che vuole monitorare la rete e i propri utenti violando anche le più basilari regole della privacy. Non bisogna dimenticare però che fino ad oggi GoDaddy aveva accettato tutte le imposizioni del governo cinese e del CNNIC; la compagnia è presumibile non perda solamente nomi a dominio, ma anche clienti che hanno presso GoDaddy servizi hosting shared o dedicati, e che dovranno da ora in poi cercare un nuovo fornitore.





