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| InternetPirateria online, l'AGCOM presenta la sua proposta per l'Italia
di Stefano BellasioLa proposta di AGCOM per risolvere il problema della pirateria online è finalmente arrivata, ora servono 60 giorni di consultazione pubblica per poi giungere ad una approvazione definitiva. Rispetto alle voci delle scorse settimane che vedevano per il caso italiano qualcosa di simile all'Hadopi francese, nel nostro paese non ci sarà alcuna disconnessione degli utenti dalla loro linea ADSL, nè tanto meno un controllo diretto dei file e dell'utilizzo della loro connessione. Un provvedimento che, come ha sottolineato Corrado Calabrò, non deve per nulla intaccare la privacy del cittadino nè tanto meno mettere dubbi sulla libertà della rete italiana.
Il commissario ha aggiunto: "Non si prevede alcuna forma di controllo sugli utenti o di censura del web, come qualcuno temeva, ma, ispirandoci soprattutto all’esperienza Usa, l’Italia si colloca tra gli esempi più moderni e avanzati, facendo proprio l’approccio che considera il mercato unico digitale come la “quinta libertà” il cui sviluppo va considerato prioritario". Come funzionerà il sistema pensato da AGCOM per evitare la diffusione di contenuti pirata sui siti italiani? Per prima cosa AGCOM farà da garante, o meglio da arbitro, accoglierà quindi le segnalazioni di violazione del copyright e di presenza del materiale pirata, provvedendo poi ad una attesa di 48 ore per la rimozione da parte dei proprietari del sito oltre la quale il tutto verrà segnalato alle autorità.
Si fa notare inoltre come ci possa essere una rimozione selettiva dei contenuti solamente qualora questi non rappresentino tutti i contenuti del sito web, e soprattutto siano ospitati solamente sul territorio italiano. Questo significa quindi che ad oggi chi ha un server, una VPS o un account di webhosting presso un data center italiano rientra in queste condizioni, mentre non vi rientra chi ha un servizio collocato presso un provider estero. Nel caso il server sia all'estero allora AGCOM per prima cosa metterà a disposizione degli ISP nazionali una lista dei siti web che violano la leggere e forniscono materiale illegale e in secondo luogo, ma solo per alcuni casi più estremi, deciderà di far inibire il sito web perchè non possa essere raggiunto dal nostro paese, come avvenuto per esempio nel caso di The Pirate Bay.
Il comunicato di AGCOM fornisce ulteriori dettagli sulla proposta. Il plauso dell'industria discografica non è tardato ad arrivare, soprattutto da parte di FIMI, Federazione Industria Musicale Italiana, convinta che questa norma possa dare ulteriore spinta alla commercializzazione online, per altro in crescita, di materiale audio visivo a pagamento.





