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| InternetPagare un canone in base alla tipologia di sito web visitato, il sogno degli ISP
di Stefano BellasioNonostante vi sia da tempo una ampissima discussione su come la net neutrality debba divenire il tema principale dell'evoluzione della rete, vi sono ancora compagnie che pensano a come monetizzare al meglio la rete, violando tutti i principi che impongono di non offrire una Internet a due velocità, privilegiando siti e contenuti. Molti ISP, carriers e fornitori di connettività di livello internazionale, hanno da sempre pensato che compagnie come Google, come Facebook o YouTube, dovessero di fatto pagare una percentuale a loro per via del traffico generato sulle loro reti, in continuo aumento. Una logica proposta davvero decine di volte, e sempre con varianti diverse, tese a rafforzare questo pensiero.
L'idea di base è che gli investimenti necessari per migliorare le reti di trasporto dei bit, ovvero i semplici collegamenti gestiti dai carriers, non possano e debbano essere sostenuti solamente dagli ISP, ma anche da chi li ci fa passare i propri dati e ne trae guadagno. Qualche compagnia, come riporta Wired.com, sta però pensando di spingersi oltre, consapevole che difficilmente Google o Facebook accetteranno mai simili proposte, e ha pensato di poter far pagare tutto direttamente agli utenti che utilizzano questi siti web, violando ovviamente le più basiche regole sulla net neutrality.
Allot Communications e Openet, due fornitori di servizi per compagnie del calibro di AT&T, hanno presentato da poco alcune slide in cui si parla di un sistema che permette agli ISP che forniscono connettività Wireless di far pagare gli utenti per singola pagina vista in base alla tipologia di sito che viene visitato, come mostra chiaramente l'immagine qui sotto:
Questo spiega perchè compagnie come AT&T e Verizon sono interessate a regole diverse per la gestione dei collegamenti wireless. L'immagine mostra come un utente potrebbe pagare tariffe differenti a seconda che visiti Facebook o un altro sito web: si tratta ovviamente di quelli che hanno un maggiore impatto e sono maggiormente visitati, ovvero richiedono poi alla fine maggiori risorse per la loro gestione.
Sembra di tornare all'epoca in cui il reale problema era il P2P, oggi una minaccia non più del tutto esistente come in passato. Per questa ragione le norme sulla net neutrality sono oggi più che mai fondamentali per la rete, per evitare di ritrovarsi con una Internet divisa in tanti piccoli "regni", accessibili solamente ad alcuni e con tariffe variabili.





