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| InternetRicorso dei siti porno contro ICANN e ICM per il suffisso xxx
di Bruno De SantisIl mondo del porno online è in subbuglio: le major che stanno dietro ad alcuni dei maggiori siti mondiali con contenuti “spinti”, quali YouPorn, PornHub, Brazzers e Xtube, hanno fatto ricorso contro ICANN e ICM Registry: il primo è un ente internazionale no-profit che si occupa, tra l’altro, della gestione del sistema dei nomi a dominio di primo livello, mentre la seconda è la società che ha promosso e che gestisce i domini.xxx.
Nel ricorso presentato da Manwin e Digital Playground si sostiene che ICM avrebbe abusato della propria posizione chiedendo ai siti con contenuti per adulti di acquistare le versioni dei loro domini .xxx per evitare che questi potessero finire nelle mani di siti "copia". Tale richiesta ha di fatto aumentato i costi di gestione delle due major che ora chiedono lo stop dell’intero sistema dei nuovi domini .XXX , la revisione dei contratti o in alternativa che ICANN controlli i prezzi e la condotta della ICM.
La società accusata di condotta monopolistica, truffe sui prezzi, pratiche anticoncorrenziali e sleali, si professa innocente, mentre la ICANN non ha rilasciato ancora alcun commento. ICM era riuscita a ottenere dopo anni di battaglie il riconoscimento del suffisso xxx per rendere più riconoscibili i siti a carattere pornografico. Un’apertura che ha dato vita a un mercato “di difesa” con molte aziende e scuole che si sono affrettate a comprare il dominio .xxx per evitare di vedere associato il proprio nome con siti con contenuti per adulti.





