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Bing, la conservazione dei dati degli utenti ridotta a soli sei mesi

di Stefano Bellasio
bing

La richiesta di minori tempi di archiviazione dei dati proveniente dalle ricerche dei visitatori giunge direttamente dall'Unione Europea, ma negli ultimi anni si è notato che anche questo diviene un punto su cui lottare con i competitors. Così Microsoft annuncia per il suo Bing la riduzione del tempo di archiviazione dei dati a soli 6 mesi, 3 in meno di quelli di Google, ma non certo inferiori ai soli 3 mesi che adotta Yahoo.

Non si tratta di tempi imposti casualmente, i dati raccolti, tra cui query e IP, vengono resi anonimi, ma utilizzati per valutare trends di crescita e soprattutto migliorare la risposta dei motori di ricerca alle richieste degli utenti. La privacy è uno degli elementi su cui società come Google investono molto per fornire un'immagine chiara e convincente agli utenti, tale da convincerli che i loro dati, lasciati "indirettamente", non possono condurre ad una identificazione precisa dei loro interessi, associati alla loro identità.

Una mossa che potrebbe favorire la crescita di Bing, anche se il motore, dopo il successo iniziale, mostra una crescita piuttosto lineare, e non un balzo continuo come invece speravano a Redmond.

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Wednesday 20 January 2010