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| MicrosoftMicrosoft Azure: i quattro passi necessari per lo sviluppo
di Bruno De SantisTanto lavoro e tanti investimenti che al momento (dichiarazioni ufficiali a parte) sembrano non essere stati ripagati: anche se Microsoft non ammetterà mai la crescente delusione, per Azure, la Platform-as-a-Service (PaaS) lanciata quasi due anni fa, è arrivato il momento di ripagare le attese. Nei primi due anni di vita sono stati sottoscritti quasi 31 mila abbonamenti, ma non si sa quanti di questi siano stati effettivamente pagati: ora è arrivato il momento di cambiare marcia e sono quattro i punti principali per decretare il successo di Azure.
Il primo è che Azure deve poter essere eseguito al di fuori dei data center di Microsoft: attualmente se si desidera eseguire applicazioni su Windows Azure queste devono essere ospitate nei data center Microsoft e da agosto in centri Fujitsu. Di recente Fujitsu ha lanciato un’opzione che permette di far funzionare nuove applicazioni in Azure e collegarli tramite applicazioni legacy con altre piattaforme cloud. Il secondo obiettivo è di offrire VM Role e Server AppV per IaaS, due componenti sulle quali Microsoft non ha ancora deciso di spingere.
Il terzo punto riguarda il System Center 2012 che deve facilitare la migrazione e la gestione delle applicazioni: Microsoft System Center 2012 consente ai clienti che ora utilizzano System Center Virtual Machine Manager per il cloud privato e l’interfaccia di Windows Azure per Azure di poter gestire entrambi da una unica “lastra di vetro”. Il passo successivo è di fare in modo che si possano eseguire applicazioni in entrambi i luoghi. Infine al momento poche applicazioni Microsoft girano su Azure e sulla questione esiste molta confusione (ad esempio un dirigente ha affermato che CRM Online and Office 365 girano su Azure mentre un portavoce lo ha immediatamente smentito): serve chiarezza e un incremento di applicazioni Microsoft su Azure.





