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Le innovazioni di Google nei server e nei data center di Facebook

di Stefano Bellasio

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Anche Facebook deve fare i conti con gli altissimi costi di gestione dei propri data center, soprattutto ora che raggiunti i 300 milioni di utenti, i numeri in questione crescono ad una velocità impressionante. La strategia del management è chiara, seguire le orme di Google, da sempre la società che è meglio riuscita a realizzare una propria infrastruttura tecnologia, con soluzioni fatte in casa.

Non a caso nel team di Facebook è da poco entrato Michael Amir, server e data center engineer che a Marzo ha lasciato Google proprio per entrare nelle file del più grande social network del mondo. L'esperienza di Michael vanta 6 anni nel team di Google designato alla gestione dei sistemi elettrici e di raffreddamento dei data center. Per questo motivo le prime innovazioni che Michael introduce in Facebook derivano proprio dall'esperienza Google.

La prima modifica, sul fronte energetico, è la più famosa di casa Google, il passaggio dagli UPS esterni all'uso di batterie direttamente nei server, una soluzione che a Mountain View utilizzano da anni e che permette di "proteggere" ogni singolo server, con un risparmio notevole sui costi di acquisto e gestione degli UPS. In sostanza verranno usate batterie da 12 Volt, integrate direttamente negli alimentatori dei server, in modo tale da poter fornire continuità di servizio in caso di mancanza di energia elettrica. L'ingegnere è convinto di poter ridurre notevolmente la bolletta energetica della compagnia semplicemente cambiando la modalità con cui viene portata l'energia elettrica dal data center ai server. Utilizzando gli UPS infatti la dispersione è molto alta, e l'obiettivo è quello di giungere ad un valore del 15% dal 35 attuale.

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Monday 30 November 2009