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| Social NetworkFacebook e la privacy, per Zuckerberg non è un problema
di Stefano BellasioReadWriteWeb dedica uno speciale a Facebook e alla privacy, prendendo come spunto l'ultimo intervento di Zuckerberg, il giovane fondatore, ai microfoni di Techcrunch. A differenza di quanto detto in passato, la compagnia si muove ora verso una visione molto differente della privacy degli utenti: per riassumere il pensiero di Zuckerberg, la privacy non è più un elemento essenziale, da difendere a tutti i costi, per gli utenti. Si tratta di un cambiamento radicale della società, dei 350 milioni di persone che oggi usano il social network, che, secondo la compagnia, hanno necessità di comunicare e scambiare sempre più informazioni, consapevoli che non vi siano rischi reali.
Molte delle critiche al social network, e le relative domande, giungono in seguito al cambiamento introdotto nel social network l'ultimo mese: i profili degli utenti, le immagini del profilo, le informazioni di base, la lista amici e le pagine sottoscritte sono appannaggio di tutti gli utenti, liberamente consultabili e soprattutto accessibili dai motori di ricerca.
Si tratta di una mossa che si adatta alla nuova visione della compagnia rispetto alla privacy degli utenti, ma che, di fatto, si scontra con una cultura che ha sempre guardato con sospetto la possibilità di reperire informazioni sulle persone liberamente sul web. Zuckerberg dice che Facebook è la dimostrazione del fatto che la società sta cambiando, accettando la necessità di scambiare più informazioni e rinunciando ad una privacy "stretta", in realtà è evidente che il social network sia uno dei promotori di questo pensiero e uno di quegli ambienti dove tale pensiero si sta diffondendo grazie alle novità introdotte.
