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L'Europa è a favore degli standard aperti: una scelta elegante nel business

di Stefano Bellasio
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neeliekroes.jpgNeelie Kroes, responsabile dell'Unione Europea per l'Agenda Digitale, la scorsa settimana nel corso dell'evento Open Forum Europe, non ha esitato a definire gli standard aperti come una scelta vincente per qualsiasi compagnia che voglia di fatto permettere ai propri clienti o utenti di lavorare ed espandere i propri prodotti, senza alcun vincolo particolare. 

Kroes ha anche citato il caso di Microsoft, compagnia con la quale si è dovuto lottare per anni per il rilascio di prodotti e procedure che rendessero possibile l'interoperabilità fra ambienti diversi di produzione, senza richiedere l'acquisto di ulteriore software o di consulenze specifiche. Kroes è decisa a promuovere anche una serie di leggi che permettano l'adozione di standard aperti, soprattutto nel caso si vada in ambito istituzionale, senza quindi il rischio di vedersi chiusi nella morsa di un software proprietario che non riesce a comunicare con alcun altro ambiente diverso. La richiesta di Kroes è che il settore pubblico così come quello privato cerchino di orientarsi il più possibile verso standard aperti, in grado di rendere il loro approccio più libero e soprattutto offrendo così anche un migliore servizio agli utilizzatori finali. 

Leggendo il testo integrale dell'intervento, si nota anche come Kroes voglia ribadire i vantaggi del software open source rispetto a quello proprietario, una posizione che era già nota e che non fa altro che fortificare le critiche tra il mondo dei professionisti inclini all'uso di solo codice open source e chi invece ancora in questo campo un settore molto fragile, poco adatto alla produzione di software. 

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Wednesday 16 June 2010