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| SoftwareOpenSolaris è morto: il nuovo Solaris vedrà la luce nel 2011
di Stefano BellasioOpenSolaris è morto, il progetto non esisterà più. La conferma ufficiale di casa Oracle è solo l'ennesima dopo che il team di sviluppo negli scorsi mesi aveva richiesto ripetutamente un intervento chiarificatore da parte di Oracle in merito al futuro del progetto. Avviato 5 anni fa, OpenSolaris ha da subito raccolto una community di sviluppatori intenzionati a portare sui server di tutto il mondo i vantaggi di una distribuzione open che avesse le peculiarità di Solaris, il noto sistema operativo di casa Sun.
La doccia fredda per la community di OpenSolaris è che parte delle innovazioni introdotte in questa distribuzione verranno riutilizzare all'interno della nuova versione di Solaris, prevista per il 2011.
Focalizzarsi su Hardware e Software, Solaris 2011
Oracle sta cercando di riorganizzare tutta la roadmap della compagnia e dei prodotti Sun, da qui al 2015. Per farlo ha deciso di concentrarsi sulla ridefinizione dei legami tra hardware e software, rendendoli ancora più stretti nel suo listino, in modo da poter avere un aumento delle vendite dovuto a entrambi i fronti. I miglioramenti hardware saranno notevoli, tanto che le linee T ed M, disporranno a breve di 64 socket, con 128 CPU, per gestire fino a 16384 thread contemporanei: la memoria dei sistemi potrà arrivare fino a 64 Terabyte totali e Oracle pensa di poter progettare macchine che arrivino a gestire 120 milioni di transazioni al secondo, integrando al loro interno tutta la tecnologia Oracle in fatto di clustering.
Sul fronte delle piattaforme X86, come si era già detto, la sola scelta sarà Intel, con una esclusione totale di AMD dalla linea di produzione. Solaris 11 sarà una major release del sistema operativo, a distanza di 7 anni dall'ultima e spetterà proprio a questo nuovo sistema operativo il compito di far rendere al meglio le performance dell'hardware di casa Oracle: da sempre Solaris è un sistema operativo scelto in contesti di applicazioni mission critical, distribuite su migliaia di macchine e con particolari necessità, non sempre servibili da hardware X86.
Open-Source, il silenzio è oro
Oracle continua a evitare le domande dirette in merito al suo approccio all'open source, se con MySQL la situazione sembra risolta, su altri software, in primis Java e Opensolaris, la questione non è mai stata del tutto chiarita da parte del management. L'opensource è una spina nel fianco di Oracle, la quale vorrebbe convertire tutti i prodotti in software a pagamento da aggiungere al proprio listino per aumentare il fatturato.
Tuttavia parte del successo dei progetti citati è sicuramente dovuto alla loro anima open, e la conversione in un paradigma "chiuso" potrebbe di fatto togliere capacità e sviluppo a questi prodotti. Oracle sembra esserne consapevole e per ora evita di affrontare pubblicamente l'argomento, forse in cerca di una soluzione migliore oppure sperando nella possibilità che la comunità giunga da sola alle necessarie conclusioni, come nel caso di OpenSolaris.