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| VirtualizzazioneRed Hat Enterprise Linux 6.0: finisce l'era Xen ed inizia quella KVM
di Stefano BellasioLe intenzioni di Red Hat sono note da tempo, ma la conferma dello switch ufficiale avviene in relazione al prossimo lancio della versione 6.0 della nota distribuzione Red Hat Enterprise Linux. Secondo ComputerWorld Xen è oramai un amore da dimenticare per il gigante dell'open source e la scelta di KVM non è del tutto insolita, considerando che Red Hat lavora ormai sul nuovo sistema da tempo e ha dedicato la maggior parte dei suoi sforzi per la nuova versione di RHEL proprio nel migliorare la virtualizzazione.
KVM è molto differente da Xen, ma non per questo non può garantire altrettanta affidabilità: Red Hat vuole utilizzare proprio questo strumento per lanciarsi nel mondo del cloud computing, le VM creare all'interno di RHEL 6 potranno avere assegnamenti singoli di CPU, RAM e banda da utilizzare, con l'aggiunta di alcune novità come il Completely Fair Scheduler (CFS), il cui compito è quello di gestire al meglio l'utilizzo della CPU tra le applicazioni.
La scelta di Red Hat viene fortemente criticata da Simon Crosby, ex CEO di XenSource, oggi CTO di Citrix. Secondo Crosby Red Hat ha scelto di non continuare a supportare Xen per il suo fallimento nel proporre questa soluzione nel mercato, senza contare i notevoli sforzi richiesti per la manutenzione di due hypervisor allo stesso tempo. La critica è diretta anche al contributo fornito da Red Hat al progetto Xen, quasi nullo, secondo Crosby, da ormai qualche anno.
Da notare, a ragione, anche il fatto che Red Hat si stia dirigendo nella direzione opposta rispetto al resto del mercato: Citrix, VMware e Microsoft progettano hypervisor che lavorano e virtualizzano a basso livello, mentre Red Hat sceglie una virtualizzazione a livello di OS, con tutti i limiti che questo comporta.
KVM non è una soluzione nuova, ma negli ultimi mesi ha attirato l'attenzione anche di altre aziende, la stessa Seeweb in Italia ha scelto questo sistema di virtualizzazione per la sua soluzione di cloud computing, come spiega Fabio Fedele nell'intervista dedicata.
