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| VirtualizzazioneLa tempesta su VMware: dal cambio di CEO all'aumento dei prezzi
di Stefano BellasioNel mondo IT tutto cambia molto velocemente, anche il destino delle aziende più grandi del settore. In questi giorni sembra si stia abbattendo una vera e propria tempesta su VMware, il leader mondiale nel campo della virtualizzazione: la compagnia, acquisita da tempo dal colosso dello storage EMC, è stata scossa proprio qualche giorno fa dalla notizia che la sua fondatrice e attuale amministratore delegato, Diane Greene verrà sostituita nel suo ruolo da un ex manager di casa Microsoft, il cui nome non è molto famoso nel settore, ma che si fa sicuramente notare per il fatto che venga da una carriera in un'azienda rivale, Paul Maritz.
Paul arriva da una lunga carriera in Microsoft, e ora in EMC dopo l'acquisizione da parte di quest'ultima della sua giovane startup. Il manager di casa Microsoff ha una comprovata esperienza grazie ai suoi 14 anni di carriera a Redmond, ma appare poco adatto a sostituire una persona come Diane, considerando inoltre che suo marito, Mendel Rosenblum, rimane comunque all'interno della compagnia come Mendel Rosenblum. Attualmente non si hanno notizie certe sul motivo per cui il consiglio di amministrazione abbia deciso di "bruciare" Greene, probabilmente la decisione giunge direttamente da EMC, ma non si conoscono i motivi che l'avrebbero dettata. Probabilmente VMware vorrebbe spingersi nel mercato del cloudcomputing e EMC avrebbe potuto reputare poco idonea la figura della fondatrice, poco incline forse a rivoluzionare la compagnia, o ancora, si è parlato della possibilità di vendita di VMware da parte di EMC, una decisione che ovviamente non sarebbe stata accettata di buon grado dalla sua fondatrice. Non si tratta in ogni caso di una saggia decisione da quanto si è visto nei giorni successivi alla decisione, la notizia ha avuto notevoli ripercussioni, prima in borsa dove il titolo della compagnia è iniziato a cadere in picchiata, poi con i partner del mondo IT, Cisco ha ritirato 78 milioni di dollari dal suo investimento di 150 milioni versati lo scorso anno per l'IPO di VMware; proprio Cisco e Intel, per mezzo dei loro rappresentanti nel consiglio, avrebbero votato contro la sostituzione del CEO della compagnia.
Virtualization.info, che ha seguito la vicenda fin da subito con molti dettagli, ha ricevuto e pubblicato anche alcune note giunte da un dipendente della stessa VMware, in cui viene espresso chiaramente come la mossa di EMC potrebbe generare molto sconforto nei dipendenti, riportiamo alcune parti salienti:
"Un grande numero di dipendenti VMware non sono contenti. E sembrerebbe che molte persone a breve vogliano lasciare la compagnia in massa se non riceveranno risposte chiare dal management. Avere un ex-impiegato Microsoft in una compagnia piena di ingegneri non è una buona idea e crea tanti cattivi pensieri."
La lettera inviata continua spiegando come l'ingresso di una cultura diversa nella compagnia la cambierà definitivamente, improntando il tutto su logiche e priorità che non sono mai state quelle di VMware ma che lo sono state per anni invece di Microsoft e di nessun altro. Sia Joe Tucci, Ceo di EMC, sia Paul Maritz hanno inviato una email ai dipendenti della compagnia, ma fallendo fin dal principio visto che i dipendenti chiedono dettagli sull'abbandono del loro CEO ma nessuno dei due fornisce particolari o cita la questione. Ad oggi non ci sono altre novità nella vicenda, ma appare evidente come ci sia sconforto nella società e i dipendenti desiderino essere messi al corrente di quanto sia accaduto e di come evolverà la loro compagnia.
In fondo si tratta di un fenomeno che abbiamo osservato da poco anche in Yahoo, centinaia di dipendenti, soprattutto alti managers ed executives, hanno lasciato la compagnia in virtù di una mancanza di fiducia nel suo futuro, sia per il fallito accordo con Microsoft, sia per lo spiraglio di un avvenire nella morsa degli accordi di Google.
Ma la tempesta in casa VMware non è cessata, oggi la notizia della decisione di un aumento dei prezzi del 10% a partire dal 2 Settembre 2008 sui prodotti della compagnia: la decisione giunge direttamente dalla dirigenza ed è giustificata dalla estrema instabilità del costo del denaro in Europa e a livello internazionale. Non si tratta di una buona notizia, soprattutto se l'aumento verrà esteso in tutta Europa, continente dove la compagnia potrebbe davvero soffrire questa volta la concorrenza di molti competitors, e guarda caso fra questi c'è anche la stessa Microsoft con il suo nuovo prodotto Hyper-V.






