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La rivoluzione del data center in casa Yahoo

di Stefano Bellasio
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Yahoo! sembra stia uscendo dal periodo di crisi che ha compromesso lo sviluppo dell'azienda da ormai più di un anno, e Carol Bartz, CEO della compagnia, ha mostrato le unghie, di recente, anche nei confronti di Michael Arrington, deciso ad attaccare il business model della compagnia e la sua presenza tra gli innovatori del web. 

Yahoo! produce contenuti e ha uno dei network pubblicitari più grandi al mondo, con miliardi di banner servizi ogni giorno sulle proprie pagine. I costi di gestione sono come per altre compagnie suddivisi anche nel campo dei data center, settore dove Yahoo sta cercando di portare nuove idee, partendo proprio dall'innovazione delle strutture appena realizzate. Datacenterknowledge ha raccolto il parere di Yahoo su un mercato che si sta evolvendo ad una velocità estrema e che in futuro non potrà che essere costituito semplicemente dalle aziende che colgono ora la sfida, trasformando le loro strutture e il business, in una commodity. 

Scott Noteboom, responsabile dei data center di Yahoo, ha così voluto fornire una spiegazione dettagliata di cosa ha fatto il gruppo negli ultimi 5 anni: ci si è concentrati primariamente sulla possibilità di rivedere il design di ogni singolo data center, eliminando quelle componenti che aumentavano le spese. I data center della compagnia sono oggi costruiti pensando essenzialmente all'utilizzo del free cooling ad esempio. Inoltre la strategia è stata quella di focalizzarsi esclusivamente sulla costruzione in zone dove vi siano sufficienti sgravi fiscali da parte degli stati e la possibilità di utilizzare energie rinnovabili

La nuova struttura di Lockport rappresenta quindi la prima disegnata secondo gli standard del Yahoo Computing Coop.

Un data center che non ha bisogno di chillers, e che utilizza risorse d'acqua solamente pochissimi giorni all'anno, costruito tramite containers modulari che permettono di espandere la struttura anche in futuro.  La compagnia ha anche impiegato diverso tempo per stressare i propri server nelle condizioni climatiche più avverse, anche utilizzando temperature estreme. La conferma è che l'HW sta divenendo sempre più resistente e nei prossimi anni questo tipo di data center potrà essere realizzato ovunque nel mondo, anche in condizioni climatiche non ottimali, un'idea confermata pochi giorni fa in questo articolo che voleva proprio far capire come stia cambiando l'approccio alla gestione delle temperature in grandi compagnie come Microsoft. 

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Friday 11 June 2010