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Ecco i datacenter containers di IBM

di Stefano Bellasio
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Brian Canney, IBM Global Services Executive for Site and Facilities Services, lo sa bene e dice senza troppi problemi: "In IBM abbiamo realizzato per i nostri clienti più datacenters di chiunque altro al mondo, con oltre 30 milioni di square foot allestiti, ora stiamo cercando di modularizzare questo approccio".

IBM containersRiparte da questa eterna convinzione di non avere nulla da imparare dagli altri la sfida di IBM nel settore dei datacenter, dove presenta la propria soluzione containers e modulare dopo l'ingresso nel settore di altri big come Sun, APC e non ultima, Microsoft che si è appoggiata alla tecnologia di Rackable e di altri vendors del settore. La nuova linea di datacenters che IBM sta lanciando fa parte del Project Big Green, lo stesso per il quale la società ha deciso di stanziare ogni anno 1 miliardo di dollari di investimento, per arrivare a tecnologie che consentano davvero un risparmio energetico e un maggior rispetto per l'ambiente.

Le nuove soluzioni non rappresentano un unico prodotto, il datacenter containers, ma piuttosto diversi derivati di questo, a partire dal fatto che la compagnia ha progettato dei moduli di diverse dimensioni, da poter aggiungere rapidamente alle strutture già esistenti. Si va dai moduli più piccoli fino a quelli da 5000 square foot per cliente enterprise e si termina con i datacenters in a box da 20 foot o 40 foot. Sono tre in particolare le soluzioni offerte dalla casa, tutte calibrate in base alla tipologia di business a cui si rivolgono e all'ampiezza dell'infrastruttura da creare.

L'Enterprise Modular Data Center (EMDC) è il primo dei prodotti proposti e è composto da moduli di 5000 square foot assemblabili fra loro fino a comporre uno spazio di 20.000 square feet, ogni modulo è aggiungibile nel corso dello sviluppo, in base alle necessità del cliente ed è completo di alimentazione e infrastruttura hardware interna, in modo da non rappresentare un ulteriore investimento dopo l'acquisto. Può sopportare dai 100 ai 300 W per square foot.

Il Portable Modular Data Center è la vera soluzione containers proposta dalla compagnia, equipaggiata di tutto il necessario per il funzionamento, dagli UPS ai sistemi di raffreddamento e di gestione: si tratta di una soluzione che la compagnia riesce a rendere disponibile per il cliente in non più di 12-14 settimane e che consente di rispondere alla richiesta di molti clienti in aree remote. Attualmente una prima unità è stata installata in Danimarca su specifica richiesta di un cliente, una seconda dovrebbe essere presente, in modalità "demo" a Barcellona.

Il Modular High Density Zone (MHDZ), è il prodotto di più alto livello lanciato dalla compagnia, si tratta di una soluzione tipicamente da 200 square feet, installabile all'interno di datacenters già esistenti, preferibilmente coprendo un'intero piano libero della struttura. E' una soluzione pensata per quelle compagnie che vogliono avviare nuovi business, con nuove infrastrutture, ma che al contempo non vogliono stravolgere il datacenter già operativo. Si tratta di un prodotto dedicato a progetti di high density, quindi con consumi più alti della media, ma anche con l'utilizzo di tecnologie che riducono il costo rispetto ad infrastrutture simili.

Si attende ora un feedback positivo dal mercato, IBM nell'ultimo anno ha avuto circa 2000 nuovi clienti solamente sul fronte della gestione datacenter e riduzione dei consumi energetici, grazie al suo piano per "diventare verdi". La compagnia non aiuta solamente sul fronte dell'hardware, ma offre pacchetti comprensivi di consulenza, software e gestione delle infrastrutture.

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Thursday 12 June 2008