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| Data CenterSuperNAP: il datacenter perfetto esiste
di Stefano BellasioIn un particolare momento in cui il settore dei datacenter sembra godere di ricavi e successi mai visti prima, le notizie della costruzione di nuove strutture sono spesso associate, anche involontariamente, ai grandi nomi del settore IT, big come Microsoft, Google, Sun, IBM e molti altri; gli investimenti milionari ultimamente sono stati legati a questi nomi, The Register dedica invece un ampio articolo ad una struttura che brilla meno delle altre per celebrità, ma che non ha nulla da invidiare e si colloca, per impiego degli standard e tecnologie, ai primi posti nel mondo.
Si parte dal presupposto che tutte le aziende costruttrici di datacenter privilegino come locations città o territori in cui la disponibilità energetica è alta e soprattutto, a buon prezzo, per questo trovare che uno dei datacenter migliori al mondo è collocato nei pressi di Las Vegas, circondato dal deserto, è quanto meno sorprendente. Eppure sorgerà proprio qui quello che da tutti viene già visto come una delle migliori strutture al mondo, il suo nome sarà SuperNAP, e la società costruttrice è Switch Communications, un colosso che opera da ben otto anni nella zona di Las Vegas con la gestione di diversi datacenter.
Si parte dalla dichiarazione dello stesso CEO della compagnia: "Queste compagnie (Google, Microsoft e altre) stanno spendendo più di 500 milioni di dollari per singolo datacenter e arrivano ad un quarto di quel che possiamo fare noi", dice Rob Roy "Quello che stiamo realizzando ha la potenza energetica e di raffreddamento superiore di tre o quattro volte rispetto a quella delle altre compagnie".
Non si tratta di una strategia di marketing ben consolidata, la compagnia in questi otto anni ha realizzato strutture di tutto rispetto, stabilendo collegamenti per le proprie strutture con oltre 20 carriers di livello internazionale. Il SuperNAP dovrebbe essere il prodotto finale, frutto dell'esperienza maturata in questi anni nel settore. Non si tratta solamente di standard: all'interno del SuperNAP ci sarà primariamente tecnologia e innovazione, soprattutto grazie al sistema T-SCIF, acronimo di Thermal Separate Compartment in a Facility, e indicante una nuova soluzione per il raffreddamento dei datacenter. La descrizione del sistema non viene riportata in dettaglio, ma ha un approccio innovativo nella dissipazione del calore, i clienti posizionano le loro macchine all'interno di "slots" in cui la parte frontale è effettivamente collocata all'interno della struttura classica del datacenter, e la parte posteriore è posta all'interno di box appartenenti proprio al sistema T-SCIF. In questo modo l'aria raffreddata raggiunge effettivamente i server, mentre l'aria calda espulsa dalle macchine viene condotta all'interno del box del T-SCIF ed espulsa tramite condotti al di fuori del datacenter.
Il sistema consente di ottenere il 500/600 % di rendita in più al metro cubo nel raffreddamento, aria calda e aria fredda non entrano mai in contatto fra loro, garantendo una gestione ottimale del raffreddamento e una espulsione del calore altrettanto efficiente. Ma l'obbiettivo del datacenter di Switch è un uptime del 100%, per questo motivo la compagnia ha adottato una soluzione energetica composta da due sistemi di alimentazione e da una gestione interna molto particolare: la distribuzione di energia è suddivisa in sistemi, Rosso, Blu e Grigio, questo in modo tale che tutti gli apparecchi abbiano un colore assegnato e nel caso di errore umano negli interventi, venga danneggiato effettivamente solo uno dei sistemi. Secondo quanto dichiarato il sistema adottato consente di resistere a qualsiasi problema, potendo affrontare anche lunghi periodi di mancanza di alimentazione, grazie alle risorse e ai sistemi impiegati.
Questo "gigante" consuma, in energia, l'equivalente di 3 grandi casinò di Las Vegas, pagando la corrente elettrica a 5/6 centesimi per Kilowatt, un prezzo anche superiore ai 3/4 centesimi che Google riesce ad ottenere in alcune zone grazie ad accordi governativi. La vicinanza a Las Vegas e lo stesso consumo energetico della città, garantiscono però alla struttura l'accesso a una delle maggiori risorse energetiche presenti al mondo. All'esterno dell'edificio del SuperNAP si trovano diverse "stazioni" di raffreddamento, collocate su piattaforme e preferibilmente all'ombra, per mantenere la temperatura non a livelli estremi: il tutto è facilitato dalla presenza del deserto, la temperatura infatti notoriamente si mantiene molto bassa durante la notte e le prime ore del mattino. Ogni piattaforma di raffredamento può utilizzare quattro diversi metodi di gestione, si può espellere direttamente il calore, eseguire una evaporazione diretta, una indiretta o ancora attraverso un "closed water loop"; il tutto è automatizzato, le macchine infatti scelgono il miglior processo in base alle condizioni del tempo, apparecchi speciali monitorano infatti le condizioni climatiche per utilizzare singoli processi o combinarli fra loro.
Il SuperNAP, il cui costo è intorno ai 350 milioni di dollari, ha un'estensione di 407.000 square foot, molto simile a quella dei datacenter Google e Microsoft e Switch stima che ci vorranno tre anni per riempire al massimo la struttura, anche se già ora sono i più importanti gruppi del mondo a cercare di accaparrarsi uno spazio all'interno del datacenter. La sua collocazione è anche sinonimo di sicurezza per attacchi esterni, anche se a pochi chilometri da Las Vegas, la strada che porta al datacenter termina bruscamente alla fine della struttura, il resto è tutto deserto.
Il video di presentazione della struttura è disponibile a questo indirizzo. Tutte le altre informazioni, foto, e dettagli sono disponibili sul sito dedicato: www.switchnap.com






