Nextcloud, l’alternativa ad ownCloud

Il creatore di ownCloud è intenzionato a portare avanti l'esperienza del progetto originario lanciando sul mercato la piattaforma Nextcloud

Nextcloud

Quando si parla di archiviazione dati e file sharing on-premise, ownCloud è uno dei software che più di frequente vengono scelti da aziende e privati – Hosting Talk lo segue da diverso tempo. In particolare modo per il settore enterprise, ownCloud si offre come piattaforma di accesso/gestione universale dei dati integrandosi facilmente con soluzioni on-site e cloud di terze parti (come mostra più avanti l’immagine) e consentendo l’accesso in mobilità da vari dispositivi.

Lo scorso 27 Aprile Frank Karlitschek (CTO e fondatore del progetto ownCloud), in netto contrasto con il modello “commercial” al quale si stava votando la piattaforma, ha rassegnato le dimissioni. Ed è da questo inatteso evento che nasce Nextcloud, un fork di ownCloud basato sulla versione 9 di quest’ultimo (rilasciata a Marzo 2016) ed intenzionato a preservare la natura open source del software. La base di partenza per Nextcloud è molto buona, osserva il portale Linux.com, ma l’intenzione di Karlitschek è quella di differenziare la nuova piattaforma dalla precedente esperienza con inedite funzioni (file drop e logging di livello enterprise, con la possibilità di generare report da sottoporre a strumenti come Splunk) e maggiore sicurezza.

ownCloud

L’immagine mostra come ownCloud operi da piattaforma aggregatrice di vari servizi storage

Nella pagina ufficiale di Nextcloud si legge che il team propone una soluzione più affidabile e sostenibile grazie al supporto dei collaboratori del precedente progetto (non si menziona ovviamente ownCloud), bug fix vari ed un maggiore livello di sicurezza per casi di utilizzo enterprise. Viene inoltre sottolineato come la piattaforma sia completamente open source e non open core (vengono messe a disposizione di tutti solo determinate parti di un progetto) come il diretto competitor.

Nextcloud, sicurezza e strumenti vari

In ambito enterprise la sicurezza (dalle policy alla regolamentazione degli accessi fino alla salvaguardia generale dei file) è uno dei principali “selling point” di qualsiasi software. Nextcloud cerca di innalzarne il livello con una serie di accorgimenti pensati per rendere vani eventuali attacchi brute force ed introducendo l’autenticazione a due fattori. Nella lista figura anche il supporto a Google Authenticator ed un sistema di autenticazione via SMS.

Per rendere ancora più completa la piattaforma, il team ha deciso inoltre di chiamare direttamente in causa Collabora Productivity per implementare in Nextcloud CODE (Collabora Online Development Edition), una variante della suite per la produttività LibreOffice che opera in maniera simile ad Office365 e Google Docs.

Nextcloud è attualmente giunto alla versione 9 (la 10 è in beta) ed è fruibile anche su dispositivi che utilizzano i noti OS Android ed iOS.

 

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