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di Stefano BellasioTable of Contents:
- Dawhb.com: un altro blogger ora consulente per il settore hosting
- USA e Europa, due mercato distanti
Dimitar Avramov è una delle poche persone che non risulta mai banale nei suoi post online, una persona che meritava un'intervista: inviata una email, qualche chiaccherata ed eccolo sulle pagine di HostingTalk.it. Il suo blog si chiama Dawhb.com e parla quasi esclusivamente di webhosting, Dimitar ha lavorato nel settore per anni con una propria compagnia, dopo di che ha deciso di lasciare tutto e dedicarsi alla consulenza per le aziende del settore.
Avremo modo di conoscerlo proprio nei prossimi giorni a Colonia, al prossimo WebhostingDay 2009. Con Dimitar la discussione è stata davvero piacevole, abbiamo parlato di webhosting in USA e in Europa, e lui, come già preannunciato sul nostro blog, è dell'idea che gli USA siano ancora superiori nel settore, anche se giunge da chi è di origini europee come lui.
Non mi resta altro che lasciarvi all'intervista e chiedervi di leggerla con molta attenzione, molti spunti sono davvero interessanti. Grazie Dimitar!
- Ciao Dimitar, benvenuto su HostingTalk.it per prima cosa, ci racconti in breve chi sei, di cosa ti occupi ora in questo settore e quale è la tua esperienza passata?
Ciao Stefano! Allora sono stato nel settore per circa 10 anni, un periodo davvero lungo! Ho creato una piccola compagnia di webdesign nel 1999. Non c'erano molte compagnie di webhosting a quel tempo. Il mio primo hosting fu Addr.com ed era davvero orribile! Così decidemmo di cambiare e passare a ICDsoft, ma quando ci rendemmo conto di aver raggiunto più di 20 clienti decidemmo di passare ad un server dedicato, fu allora che gli dissi "Iniziamo a
offrire webhosting anche noi! ma lo faremo meglio di tanti altri?". E così nacque Host Color, una compagnia ancora oggi sul mercato e ancora oggi in buona salute. Il mio socio è rimasto nella compagnia fino al 2004, anno in cui ha deciso di fondare una software house. Io sono rimasto in Host Color per due anni e poi ho deciso anche io di andare altrove, di cercare altro. Ora faccio il consulente. Ho tempo di scrivere e di lavorare con molte compagnie di webhosting e di servizi.
Diciamo che in questi ultimi 10 anni ho visto davvero tante cose in questo settore. Il mercato è cambiato moltissimo. Nel 2000 le compagnie avevano a che fare con siti in semplice HTML, oggi parliamo di cloud hosting, webhosting SaaS etc, è un cambiamento incredibile.
- Parliamo del tuo blog, so che è divenuto abbastanza popolare, ma ci racconti perchè hai iniziato a bloggare sul webhosting? Quali sono le opportunità per chi si occupa di diffondere notizie e opinioni sull'hosting e c'è realmente interesse nella rete per queste tematiche?
Guarda, sono sincero, non mi ricordo perchè ho creato Dawhb.com. Probabilmente avevo pensato di avviare un sito commerciale che mi permettesse di guadagnare qualcosa. Tuttavia quando poi l'ho messo online, ho capito che non mi interessava pubblicare comunicati stampa e news in merito agli aggiornamenti dei piani hosting effettuati dalle compagnie.
Così ho iniziato a scrivere ciò che realmente pensavo del settore hosting. Questo ha fatto si che Dawhb potesse distinguersi, sai ci sono davvero pochi blogs che trattano seriamente e professionalmente le tematiche del webhosting. Molti bloggers preferiscono pubblicizzare le compagnie, inserire codici promozionali e guadagnare in quel modo. Non prestano alcuna attenzione a tematiche come l'overselling, il supporto spesso terribile dato ai clienti, i downtime e via dicendo, tutto perchè parlare di queste tematiche vuol dire anche non poter pubblicizzare queste soluzioni e guadagnare di conseguenza.
Ma qualcuno deve pur parlare di queste cose, dire tutto quello che le compagnie di hosting non amano dire. Ti faccio un esempio. Quando ho visto che HostGator ha lanciato una nuova martellante campagna pubblicitaria, che praticamente insultava l'intelligenza dei suoi clienti, ho scritto un articolo in merito su Dawhb blog. Molti altri bloggers non lo hanno fatto. Sfortunatamente la maggior parte delle persone di questo settore preferisce non parlarne, continuare a guadagnare grazie alle compagnie di hosting.
Apprezzo molto compagnie come RackSpace, Hostway o HostMySite ad esempio, ma non esiterei a scrivere qualcosa contro i loro contratti, il loro servizio o il loro TOS se qualcuno di loro dovesse fare qualche passo falso.
Io penso che i bloggers non siano dei giornalisti, molti di loro attualmente si comportano da giornalisti. Dovrebbero vedere il settore guardando da entrambi i punti di vista, quello del cliente e quello dell'azienda. Molti blog di qualità, ad alto traffico sono veri e propri media, e sappiamo bene che molti di loro sono influenti, qualche volta più dei media tradizionali.
- Recentemente ho letto due ottimi articoli che parlavano della crisi economia mondiale e della sua influenza nel mondo del webhosting: tu dici che le compagnie non sono affatto spaventate, perchè secondo te in questo settore dovrebbe esserci meno paura?
Ho visto molti executives e imprenditori rilasciare false dichiarazioni in merito a questa crisi. Uno di questi signori ha detto ad una delle hosting media company più famose che durante questo periodo di crisi la sua azienda, uno dei nomi noti dell'overselling, stava vivendo una fortissima crescita..nel bel mezzo di una crisi mondiale! Quindi pensa, nel bel mezzo di una crisi economia mondiale, più pesante poi negli USA, quando miliardi di dollari sono ormai bruciati, e ci sono licenziamenti di massa, ecco che un CEO dell'ultimo minuto dichiara di vedere una crescita spaventosa nella sua azienda, meglio di quanto avesse mai visto.
Ecco, diciamo che non ha senso, la sua compagnia era probabilmente in un buono stato, ma "crescita spaventosa"...era davvero difficile da credere! Penso che gli shared hosting siano quelli che si devono preoccupare di più, al contrario i provider di soluzioni enterprise possono guadagnare clienti se effettivamente offrono costi accettabili.
- Ho letto anche un tuo articolo sul futuro del webhosting, oggi che si parla di cloud computing, virtualizzazione e SaaS, non pensi che gli shared hosting e altre soluzioni "standard" spariranno in futuro?
Penso che lo shared hosting si trasformerà sia in un servizio "a richiesta" sia un un servizio erogato come un framework. Il modello del cloud computing, lo sviluppo di differenti sistemi di hosting centralizzato muteranno completamente il modello dello shared hosting e gli attuali ambienti in cui viene erogato.
Io penso che nel giro di un anno o due la maggior parte delle compagnie inizieranno ad utilizzare soluzioni servers standard in cluster per lo shared hosting, soluzioni che richiedono minore gestione e offrono sicuramente maggiori garanzie a livello di uptime e affidabilità.
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