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| Interviste ai ProviderNoamweb, la passione per l'hosting e il successo di chi ha iniziato come webagency
di Stefano BellasioTable of Contents:
- Noamweb, la passione per l'hosting e il successo di chi ha iniziato come webagency
- Il mercato italiano e il futuro di Noamweb
Oggi abbiamo il piacere di ospitare su HostingTalk.it Noamweb Srl, nota società italiana, presente dal 2001 nel settore webhosting, con servizi shared, dedicati e vps, e un particolare riferimento al fronte dei servizi managed.
Parliamo di Noamweb con Fabio Bruno, nome che se a molti non dirà nulla, sarà invece chiaro per chi frequenta il forum di HostingTalk.it per il suo username "Shazan" che lo accompagna fin dall'apertura del portale.
Con Fabio abbiamo cercato di capire meglio come lavora Noamweb, come ha fatto a divenire una delle aziende più apprezzate nel mercato italiano e quale è la sua politica presente e futura. L'apporto di Fabio è molto importante anche in relazione al mercato italiano, abbiamo discusso con lui di tendenze e progetti, con una serie di opinioni che saranno molto utili ai clienti e ai futuri imprenditori che decidono di avviare un'attività in questo settore.
Rispetto all'intervista fatta ormai più di due anni fa, abbiamo avuto modo di chiedere a Noamweb quale sia il segreto del loro successo, come intendano evolversi in futuro e quale sia la struttura interna dell'azienda. La parola a Fabio.
- Ciao Fabio, Noamweb nasce nel 2001, otto anni fa, ci dai una
panoramica della vostra storia e dei servizi che offrite?
Ciao Stefano. E' esatto, nel 2001 Noamweb nasceva come ditta individuale e si occupava di realizzazione di siti web, era pertanto una piccola webagency. Ci scontravamo continuamente con l'inefficienza e la mancanza di professionalità dei fornitori di hosting, pertanto, non riuscendo a trovare un fornitore che ci soddisfacesse, decidemmo di diventare quanto più indipendenti possibile, diventando maintainer accreditati presso il registro del ccTLD .it ed acquistando un piano di hosting frazionabile presso un fornitore di hosting inglese. Per ammortizzare le spese fisse che ciò comportava, decidemmo di rivendere parte dei servizi da noi acquistati.
Evidentemente la qualità dei servizi che fornivamo generò il consenso delle altre piccole webagency, che probabilmente avevano con gli altri hoster gli stessi problemi che avevamo riscontrato noi, per cui il numero dei clienti aumentò esponenzialmente fino al punto di convincerci ad abbandonare la realizzazione di siti web e di concentrarci sull'hosting e sulla registrazione di domini. Da allora iniziammo a dotarci di server dedicati, prima a noleggio, poi nostri, in colocation presso l'ottimo Colo4 a Dallas e, da 2 anni ormai, presso il datacenter di Mediaonline a Catania.
Attualmente disponiamo di 46 server in 3 rack, metà dei quali sono dedicati managed ed i rimanenti ospitano VPS ed oltre 5000 domini in hosting condiviso.
I servizi che offriamo riguardano solo ed esclusivamente la registrazione di domini, l'hosting condiviso (anche frazionabile), i VPS ed i server dedicati managed. Quella di concentrarci su questi prodotti è una scelta ponderata, perchè vogliamo siano di alta qualità.
Nel corso degli anni Noamweb è stata recensita con ottime valutazioni dalle riviste del settore. Internet Magazine ci ha inseriti tra le 5 migliori aziende di hosting nel numero 74 e ci ha inoltre premiati come "HOSTER DEL MESE" nel numero 76 ed "HOSTING WINNER" nella sezione "CPU TEST PHP" nel numero 83. <tag/> ha inserito Noamweb tra le 6 migliori offerte di hosting presenti sul mercato per ospitare siti dinamici e Win Magazine ha dedicato un articolo alla scelta dell'hosting per il proprio sito, selezionando 9 Hoster in Italia da consigliare ai propri utenti, e inserendo la Noamweb tra queste, segnalandone in particolare
l'assistenza fornita agli utenti.
Ci sembrano conferme che il nostro impegno per fornire servizi di qualità dia dei buoni risultati.
- Fabio, se dicessi "Shazan" troverei pochi utenti di HostingTalk.it che non ti conoscono, diamo occasione di conoscerti anche agli altri, per cui una breve descrizione di te e di cosa ti occupi in Noamweb
Io mi sono diplomato nel 1992 come perito informatico e laureato nel 2003 in Scienze Politiche, indirizzo economico. Paradossalmente, nel periodo successivo al diploma, ho avuto una sorta di rigetto nei confronti del mondo informatico, questo spiega la mia successiva scelta in campo universitario.
Quando però ha iniziato a diffondersi Internet, la passione si è riaccesa, in quanto ho assistito al passaggio dei PC da singoli, isolati dal mondo, quasi fini a se stessi a potentissimi mezzi di comunicazione, di condivisione e quant'altro oggi Internet sia in grado di offrirci, cosi, avendo le basi per poterlo fare, ho deciso di approfondire il funzionamento dei vari servizi che sfruttano Internet.
Devo dire che non mi pento affatto di aver scelto di laurearmi in Scienze Politiche perchè mi ha insegnato a migliorare il modo di relazionarmi con le persone e soprattutto mi ha consentito di conoscere molti meccanismi in ambito economico che poi sono tornati utilissimi quando si è trattato di applicarli alla Noamweb. Attualmente in Noamweb ho una quota societaria e, in virtù di ciò, mi occupo di tantissime cose, tecniche e non, ma soprattutto di verificare che tutto funzioni in modo corretto, sia dal punto di vista tecnico che finanziario.
- Noamweb ha iniziato la propria attività con server negli USA, oggi avete uno spazio anche nel data center di Tiscali di Catania, come è avvenuta questa transizione e quali sono state le necessità?
La transizione sta ancora avvenendo, gradualmente. Non vogliamo creare disservizi ai clienti che attualmente si trovano nel datacenter di Dallas, per cui non abbiamo imposto migrazioni a nessuno.
Le esigenze sono state le stesse che avevamo affrontato quando iniziammo a popolare il rack da Colo4, per cui, a parte qualche variazione, sapevamo già come operare. In ogni caso devo dire che il personale di Mediaonline, del datacenter di Catania, è stato e continua ad essere straordinariamente disponibile e ci sono sempre stati d'aiuto quando sono sorti dubbi o problemi, andando ben oltre il loro dovere e gli obblighi contrattuali.
Nella vecchia versione standard della vostra intervista, due anni fa, mi parlavi di una forte credenza nella concorrenza monopolistica, basata sul target, nel 2009 pensi che sia ancora questa la chiave giusta?
Sì, continuo a pensarlo. Continuano ad avere successo le aziende capaci di offrire prodotti innovativi o di essersi ritagliati uno spazio all'interno di un settore specifico (dedicati, hosting low-cost, etc.), cosicchè esistono tanti piccoli mercati nell'industria dell'hosting e c'è all'interno di essi una minoranza di aziende che brillano.