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| Gestione Server e LogBilanciare il carico dei server con LVS, una buona pratica di High Availability – Seconda parte
di Andrea UsuelliTable of Contents:
- Bilanciare il carico dei server con LVS, una buona pratica di High Availability – Seconda parte
- Heartbeat
- Piranha
- Keepalived e conclusioni
Dopo aver visto nel dettaglio le diverse tecniche di bilanciamento di carico nell’articolo precedente, in questa seconda parte ci occuperemo dell’high availability, un altro dei grandissimi vantaggi presenti nel nostro cluster creato con LVS.
Vediamo quindi come funziona nel dettaglio il sistema che assicura il monitoring dei servizi e dei singoli nodi.
Esistono vari demoni che servono proprio al monitoraggio dei servizi in un cluster LVS, di solito questi sono installati direttamente sui load balancer e si occupano di inviare richieste di accesso ai servizi (ad esempio verificando che una pagina web restituisca lo stato 200) o anche un semplice ping dei vari nodi. Se viene rilevato un malfunzionamento di un servizio o di un intero server questo viene considerato “morto” e viene rimosso dalla lista dei nodi disponibili per il balancing, in questo modo l’utente finale non si accorgerà neanche di un eventuale interruzione dei servizi su un singolo nodo.
Come avrete probabilmente intuito, una delle parti più critiche dell’intera infrastruttura è il load balancer visto che tutte le richieste dirette ai servizi ospitati sul cluster LVS gli transitano attraverso, per evitare quindi che questo faccia da singolo punto di rottura rendendo di fatto nulla l’high availability è necessario che ci sia un load balancer di backup e completamente funzionante, pronto ad entrare in azione qualora il load balancer principale avesse problemi.
E come può sapere quando il load balancer principale ha dei problemi e subentrare immediatamente? Nel prossimo capitolo troverete la risposta.