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Traffic Shaping, introduzione alla ottimizzazione della banda sui server

di Gabriele Izzo

 

La versatilità e la potenza di Linux risiedono nella sua stessa natura di sistema operativo open source e come tale aperto per essere modificato, settato, adattato per ogni specifica esigenza. Linux, sebbene avvolto da un’apparente difficoltà rispetto a Windows, dovuta per la maggior parte alla mancanza di conoscenza degli utenti ed alla diffidenza verso ciò che non si conosce, offre una quantità di opportunità di adattamento che Windows garantisce solo con l’uso di software commerciale. In effetti è possibile riutilizzare un vecchio pc, per tutte quelle attività che non necessitano capacità di calcolo estreme, magari per creare un’unità di backup dedicata, un ftp, un firewall oppure un router. 

Con l’aggiunta di più schede di rete è possibile trasformare un computer inutilizzato in un “bridge” per reti, installando i tool necessari per il controllo del traffico e della banda (traffic shaping).

trafficShaping.png

Dall'analisi del traffico in ingresso e uscita dal nostro server possiamo spesso cercare di capire quando e come limitare la richiesta di banda. Molto utile soprattutto negli ambienti dove questa viene fatturata a consumo, tipicamente per alcune offerte di server dedicati o virtuali. 

Il traffic shaping è realizzato mediante un insieme di operazioni di controllo sul traffico. Queste operazioni sono finalizzate ad ottimizzare e/o a garantire le migliori prestazioni della rete, in base allo scopo per il quale è progettata; trasmissione, riduzione o controllo dei tempi di latenza, sfruttamento ottimizzato della banda disponibile tramite code di pacchetti,  ritardo dei pacchetti che soddisfanno determinati criteri, tutti questi sono gli obiettivi di un sistema che implementa il traffic shaping.

traffic_shaping_logo

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Friday 30 July 2010