Nomulus, la piattaforma di registrazione TLD open source

Google ha rilasciato il codice sorgente della propria piattaforma di gestione dei TLD. Al progetto ha partecipato anche il noto Registro Donuts.

Google lancia una nuova piattaforma per la gestione dei TLD

Nomulus è una piattaforma di registrazione TLD cloud based sviluppata internamente a Mountain View ed adoperata attualmente dall’azienda per la gestione delle proprie estensioni come .how e .google. Il progetto è stato avviato nel 2012, quando Google non era ancora presente in prima persona nel mercato dei domini (ma avrebbe esordito di lì a poco) e l’ICANN lanciava i primi gTLD, le estensioni destinate a smuovere idealmente l’industria – i gTLD hanno rafforzato la propria presenza sul mercato ma restano ancora lontani dai livelli di popolarità e volume di vendite di estensioni come .com e simili.

La soluzione Google offre tutte le funzionalità tecniche che ci si aspettano da una soluzione destinata a chi si occupa di gestire e rendere disponibili TLD, dal recupero delle informazioni riguardanti il proprietario di un dominio fino alla loro registrazione, rinnovo, controllo disponibilità delle estensioni e richieste WHOIS. Nomulus è stato sviluppato in Java e si appoggia alla piattaforma cloud della compagnia (App Engine, il database backend è affidato a Google Cloud Data Store), promettendo elevata scalabilità agli operator: è teoricamente possibile gestire in una singola istanza vari TLD e supportare tutte le funzionalità richieste dall’ICANN.

Donuts ed il calo prezzi dei servizi

Ad aver attirato l’attenzione dei giornalisti che seguono quotidianamente il mercato dei domini anche il contributo di Donuts al progetto Nomulus, Registro che può vantare oltre 200 estensioni nel proprio portfolio incluse .pizza e .holiday. Negli ultimi 20 mesi, ha rivelato Paul Stahura (CEO Donuts), l’azienda ha contribuito attivamente ed ha aiutato Google a definire alcune funzionalità (Domain Protected Marks List, Early Access etc) della piattaforma.

Secondo alcuni questa mossa lascerebbe presagire un prossimo trasloco di Donuts dall’attuale provider di servizi tecnici (Rightside) a Google – di recente un altro operator (MMX) ha abbandonato la propria piattaforma per passare a Nominet (che gestisce tra l’altro il ccTLD .uk). Per altri si tratta solo di una strategia per negoziare con Rightside un migliore contratto quando si giungerà alla scadenza dell’attuale accordo (data non rivelata dai diretti interessati): se Donuts decidesse di cambiare subito backend provider, dovrebbe pagare infatti all’ICANN circa 1 milione di dollari (5000$ per TLD).

In generale, la presenza di una nuova soluzione open source e gratuita è destinata ad accelerare ulteriormente la discesa dei prezzi legati alle attività di un Registro: “il prezzo calerà perchè, essenzialmente, i costi operativi sono [trascinati verso il basso] dal cloud e [dall’open source], il motivo per cui abbiamo deciso di prendere parte a questo progetto” ha aggiunto Stahura.

 

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