OpenStack Newton: principali novità

Newton, la versione 14 della piattaforma cloud OpenStack, si concentra su scalabilità, affidabilità e sicurezza. Una panoramica generale.

OpenStack Newton

Sono passati circa sei anni dall’avvio del celebre progetto OpenStack: il cloud si è evoluto e nuove tecnologie hanno esordito sulla scena attirando l’attenzione delle imprese, dai container fino ai Big Data ed al machine learning. La piattaforma cloud computing open source resta in ogni caso la soluzione più popolare e supportata del settore, sia per numero di vendor (più di 200 tra i quali figurano anche IBM, Intel ed Oracle) che di programmatori (2581 hanno contribuito all’ultima relese).

Per non perdere l’importanza acquisita nell’industria, il team di sviluppo e la Fondazione proseguono l’opera di perfezionamento rinnovando alcuni moduli, migliorando l’affidabilità e la scalabilità, rendendo meno traumatico l’utilizzo della piattaforma (setup, risoluzione degli errori, utilizzo di nuovi moduli etc.): la creazione di un ambiente cloud, pubblico o privato che sia, ed il setup di un’infrastruttura OpenStack non sono infatti operazioni alla portata di tutti – non a caso figure professionali specializzate proprio nel setup e nella supervisione/manutenzione di ambienti cloud su base OpenStack sono tra le più ricercate nel settore.

Panoramica di OpenStack Newton

Jonathan Bryce (executive director della Fondazione) ha sottolineato come Newton, il nome di quest’ultima release di OpenStack (per l’esattezza la 14ima e che succede a Mitaka), assicuri a cloud provider e sviluppatori di applicazioni maggiore sicurezza, resilienza e libertà d’azione:

  • i moduli Nova (orchestrazione e gestione delle VM), Horizon (dashboard, accesso e gestione delle risorse cloud da interfaccia) e Swift (object storage) offrono una migliore scalabilità; migliora anche la scalabilità orizzontale di Nova Cells V2, un’architettura di deploy opzionale (sperimentale) che consente di scalare fino a migliaia di nodi computazionali in una singola region – utilizzata per deploy di generose dimensioni e da aziende – enti di alto livello (es: CERN);
  •  convergence  presente di default nel modulo Heat (servizio di orchestrazione applicazioni nel cloud);
  • aggiornamenti vari per Ironic (modulo per il provisioning di server bare metal) e Magnum (container orchestration cluster manager che supporta i noti Swarm, Kubernetes e Mesos). Il primo riceve migliorie nella gestione di più utenti (multi-tenant anche per il networking) e maggiore integrazione con Magnum, Nova e Kubernetes; il secondo supporta ora cluster Kubernetes su server bare metal e l’asynchronous cluster creation;
  • Cinder (block storage), Ironic, Neutron e Trove (Database as a Service) offrono ora una funzionalità di high-avaiability migliorata;
  • aggiornamento di sicurezza per Keystone (modulo che gestisce le procedure di accesso ed i priviligi degli utenti) che supporta ora le norme PCI e le credenziali protette da crittografia.

Prodotti e servizi basati su OpenStack Newton, ha affermato Bryce, saranno resi disponibili nelle prossime settimane e mesi.

 

 

 

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