OpenStack supererà i 3 miliardi di dollari entro il 2018

Secondo le previsioni di 451 Research OpenStack supererà i 3 miliardi di dollari in fatturato entro il 2018. Ma è davvero pronta a compiere il grande passo?

OpenStack supererà i 3 miliardi di dollari entro il 2018

OpenStack è diventato un player da non sottovalutare nel mercato del cloud computing. Secondo le previsioni di 451 Research Group le vendite arriveranno a 3,3, miliardi di dollari entro il 2018. Si tratta di un traguardo ragguardevole per un progetto open source. Ma OpenStack è davvero pronta a questa crescita?

La storia del progetto OpenStack

OpenStack è stato introdotto nel 2010 come un progetto della NASA, progetto in realtà abbandonato nel 2013. Nel 2011 Ubuntu ha adottato OpenStack decretandone un iniziale successo. Nel 2012 Red Hat ha iniziato un progetto di integrazione con OpenStack e introdotto il supporto commerciale a partire da luglio 2013. Nel corso del tempo molte altre organizzazioni hanno aderito alla fondazione in qualità di sponsor e collaboratori. La nuova versione OpenStack Kilo (versione 11) presenta circa 400 nuove funzionalità ed è il frutto di quasi 1500 collaboratori.

Il progetto intende creare una piattaforma di cloud open source che permette alle aziende di costruire i propri ambienti cloud e farli comunicare con altri ambienti Open Cloud. I benefici previsti sono:

  • supporto in stile open source, dove gli sviluppatori di tutto il mondo possono interagire ed aiutarsi;
  • Un modello di pricing essenzialmente gratuito (in tipico stile open source);
  • migrazione tra cloud OpenStack, senza doversi preoccupare delle tecnologie di virtualizzazione;
  • setup gestibile in modalità fai-da-te.

Col passare del tempo la fondazione OpenStack è cresciuta, così come sono aumentati i progetti. Il ciclo prevede un rilascio di una nuova versione ogni sei mesi. Una delle maggiori difficoltà del modello è rappresentato solo dall’ingente numero di sviluppatori che lavorano a OpenStack. La collaborazione garantisce rapida crescita pur dovendo vagliare numerose modifiche e un apporto di innovazione che a volte deve fare i conti con le possibilità commerciali del prodotto. In ogni caso il processo offre ottime garanzie per gli utenti che hanno sempre a disposizione un prodotto aggiornato e ben supportato.

Un ecosistema sempre più ricco

OpenStack è diventato un ecosistema ben strutturato che conta vari componenti tra cui:

  • Nova, un cloud computing fabric controller;
  • Glance, offre servizi di discovery, registrazione e distribuzione di immagini server;
  • Swift, sistema di storage e scalable redundant object;
  • Horizon, servizi di interfaccia grafica;
  • Keystone, directory centralizzata;
  • Neutron (formalmente chiamato Quantum), sistema per manovrare network ed indirizzi IP.

E questi sono solo alcuni dei tanti prodotti messi a disposizione.  Se ne aggiungono altri dedicati alla messaggistica cloud, gestione DNS, API. Si tratta di prodotti in continua evoluzione che una volta sviluppati dalla Fondazione OpenStack, vengono integrati nell’infrastruttura principale.

La distribuzione dei prodotti OpenStack solitamente avviene mediante intermediari tra cui VMware, Red Hat, IBM, HP, Cisco, Ubuntu e F5 che permettono di elaborare soluzioni meglio tarate sulle richieste aziendali.

La modularità al centro del successo

Qual è la vera natura di OpenStack e il suo punto di forza? Il sistema si basa su un’architettura modulare che permette una facile integrazione di prodotti aggiuntivi. Ciò permette di usufruire di servizi di base successivamente arricchiti di funzionalità a seconda delle reali necessità.

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