OpenStack: bilancio del 2015 e aspettative

Un bilancio degli ultimi 12 mesi della nota piattaforma cloud con un immancabile sguardo agli obiettivi della Fondazione OpenStack nel 2016

OpenStack bilancio 2015 e previsioni per il 2016

OpenStack è la nota piattaforma cloud opensource che in meno di cinque anni è riuscita a conquistare una posizione di rilievo sul mercato. Negli ultimi dodici mesi abbiamo avuto modo di parlarne diverse volte nelle news di Hosting Talk ed ora, con l’avvio di un nuovo anno, è tempo dei consueti bilanci e previsioni.

Dal punto di vista dell’evoluzione infrastrutturale, il 2015 ha visto il rilascio di due major release, Kilo (30 Aprile) e Liberty (15 Ottobre): la seconda in particolare viene considerata molto importante dalla stampa specializzata perché in grado di ampliare finalmente gli orizzonti della piattaforma.

Prima della release di fine 2015, solo alcuni progetti erano considerati parte integrante di OpenStack (horizon dashboard, keystone identity, Swift storage, Nova compute, Glance); ora, grazie all’inclusione ufficiale di svariati progetti (tra i quali è possibile districarsi grazie al motore di ricerca interno Project Navigator) nati dall’attiva community di sviluppatori, i vendor hanno a disposizione molte più variabili per personalizzare le proprie distribuzioni.

Con l’arrivo della prossima major release (Mitaka), prevista per la prima settimana di Aprile 2016, ci si aspettano ulteriori passi avanti nella strategia di consolidamento dell’ecosistema ed un maggiore interesse verso le necessità degli sviluppatori: a fronte di quanto detto, il coinvolgimento di altri vendor indipendenti OpenStack dovrebbe essere uno degli auspicabili obiettivi delle Fondazione nel 2016.

OpenStack tra vendor e container

E rimanendo sempre in tema di vendor, il 2015 è stato anche un anno di “scossoni” con la scomparsa di alcune aziende (Nebula il cui co-founder era Chris Kemp, ex CTO della NASA ed importante figura dell’ecosistema OpenStack) e l’acquisizione di altre da parte di compagnie più grandi (Piston confluita in Cisco e BlueBox in IBM). In maniera molto simile a quanto avviene nel settore dei servizi cloud in generale, le realtà più piccole non sempre riescono a reggere il peso della concorrenza.

In chiusura è il caso di citare gli immancabili container, probabilmente una delle aree con il più elevato potenziale di crescita: tra gli indiscussi trend del 2015, avranno un importante ruolo anche nei progetti che la Fondazione OpensStack ha in serbo per il 2016 – con la release Kilo, ricordiamo, è stata presentato “Magnum”, una soluzione destinata proprio alla gestione ed ai deploy dei container supervisionata da RackSpace ed alla quale si è affiancata, dallo scorso Ottobre, un servizio Container as a Service (CaaS).

 

 

 

 

 

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